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7 marzo 2006

Castellammare: muore nonno ultrà

Una storia che ha dell’incredibile.
Castellammare di Stabia, ore 14.30, stadio comunale Romeo Menti, sta per iniziare la gara del campionato naziUna storia che ha dell’incredibile.
Castellammare di Stabia, ore 14.30, stadio comunale Romeo Menti, sta per iniziare la gara del campionato nazionale di calcio di serie C1, la sfida è tra i padroni di casa della Juve Stabia e il Frosinone. Al momento dell’ingresso in campo delle due formazioni, un vecchietto cammina a centrocampo con un mazzo di fiori, è ben vestito coppola nera in testa e una sciarpa gialloblù al collo: è Salvatore Izzo, uno storico tifoso settantasettenne della squadra di calcio di Castellammare.
L’emozione è tanta, e all’arrivo degli undici uomini in casacca gialloblù, Salvatore si lancia in un forte abbraccio con i suoi beniamini, uno ad uno li bacia, li saluta, li stringe al petto, come per farli entrare materialmente nel cuore. È il momento della foto di rito, e Salvatore è al centro, proprio in mezzo a quei giovani atleti che ogni domenica gli regalano gioie e dolori, quegli stessi giocatori che segue giorno per giorno agli allenamenti, perché Salvatore è un tifoso accanito e vecchia maniera. Anzi, era.
Pochi minuti dopo il fischio d’inizio, l’anziano tifoso avverte un lieve malore in tribuna, lì dove segue da decenni le partite ogni domenica. I suoi amici lo tranquillizzano, lo fanno stendere sugli spalti mentre il pubblico intorno chiama a gran voce i soccorsi sanitari. In pochi secondi Salvatore è sull’autoambulanza, che dal terreno di gioco lo porta all’ospedale.
Il fato vuole che proprio mentre Salvatore abbandonava il campo, si spegneva per sempre, salutando per l’ultima volta la sua città, il suo pubblico, i suoi giocatori…la sua Juve Stabia.

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