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9 marzo 2006

Dedicato a…

È Povia il vincitore della 56° edizione del Festival di Sanremo. Presentando il suo ultimo lavoro, Vorrei avere il becco, canzone apparentemente s

È Povia il vincitore della 56° edizione del Festival di Sanremo. Presentando il suo ultimo lavoro, Vorrei avere il becco, canzone apparentemente semplice e senza pretese, ha conquistato giuria e pubblico aggiudicandosi la palma della canzone italiana nella categoria cantautori maschili, prevalendo poi nell’intero concorso. Ma quello che colpisce non è tanto il suo successo, sul quale nessuno avrebbe scommesso, quanto la passione e il trasporto con i quali questo ragazzo, poco più che trentenne, ha interpretato il brano. Più volte a un passo dalle lacrime, lacrime trattenute a stento anche da Baccini che con lui ha duettato il venerdì precedente la finale, Giuseppe (Povia) canta il suo testo semplice, diretto ma originale accompagnato da una malinconica tristezza spesso confusa dalla critica come infantile spensieratezza.
Ed è con quella dedica finale che Povia sembra voler svelare il vero significato della sua canzone.
L’importanza e l’autenticità degli affetti, un sorriso, lo sguardo stupito di un bambino, il calore di un abbraccio che può essere più intenso e pieno di qualsiasi applauso.
Ringrazia il suo agente, rinnova la promessa di eterno amore alla compagna, Teresa, e alla sua piccola Emma, concludendo con una richiesta particolare diretta a suo padre, a sua madre: un bacio, un abbraccio, gesti d’affetto capaci di confermare un amore durato quarant’anni e forse non più così scontato.
E allora ecco il segreto di tanto successo. Agrodolci verità cantate in modo semplice. Spontaneo. Come vengono.

Povia è proprio così, senza artifici.

Tanto poco conta quel palco e la gloria, tanto traboccante il suo moto di buoni sentimenti che interiormente lo assale, da dimenticarsi persino un cenno, un ringraziamento, seppur breve e non sentito, a quel pubblico che lo ha votato, consegnandolo alla storia del Festival della canzone italiana.

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