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7 marzo 2006

Esplode il Vesuvio…si, ma 4000 anni fa!!!

La scoperta è molto importante, a tratti rivoluzionaria…Riguarda il vulcano potenzialmente più pericoloso della penisola intorno al quale sono sorti nLa scoperta è molto importante, a tratti rivoluzionaria…Riguarda il vulcano potenzialmente più pericoloso della penisola intorno al quale sono sorti numerosi centri abitati in seguito a speculazioni edilizie nel dopoguerra, parliamo proprio del Vesuvio. Tutti noi associamo questo vulcano ad una delle più grandi catastrofi naturali del mondo antico; quella mastodontica eruzione che ci viene raccontata con tanta minuzia da Plinio il giovane, il quale pagò con la vita il prezzo della sua curiosità. Era il 79 d.C. quando Pompei ed Ercolano furono travolte dalla potenza della natura; l’impeto di quella che si riteneva una montagna come le altre e che invece senza preavviso proruppe con la forza devastante di un’eruzione. Tale fu la forza e la potenza, che a distanza di millenni, l’evento suscita ancora interesse e curiosità. Ma le immagini che ci percorrono la mente parlando di eruzione del 79 d.C., forse possono non bastare a descrivere il fenomeno che è stato oggetto di scoperta. Un gruppo di ricercatori italiani dell’Osservatorio Vesuviano-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha ritrovato migliaia di impronte di adulti e bambini che si allontanano furiosamente dall’area intorno al Vesuvio, mentre il vulcano esplode generando una diluvio di cenere e lapilli. Stoviglie abbandonate a terra nelle capanne, ma soprattutto queste impronte impresse nel terreno, hanno permesso di ricostruire la più violenta eruzione del Vesuvio mai documentata. Risale all’Età del bronzo (circa 4000 anni fa) questa catastrofe di proporzioni difficilmente immaginabili che trova testimonianza nei siti archeologici della zona intorno a Nola e ad Avellino, ma anche a Nord di Napoli, a Gricignano e Afragola. L’eruzione ha avuto effetti devastanti in un’area che si estende per 360 gradi dal cratere fino a 15 chilometri di distanza dal vulcano. Questa eruzione sembra avere conseguenze pratiche anche a distanza di 4 millenni. Pare infatti che bisognerà rivoluzionare la mappa del rischio poiché diventa questo l’evento di riferimento per definire lo scenario estremo, il “peggiore possibile” da considerare. “Studiamo gli eventi passati per comprendere quelli futuri e la ricerca è la base per conoscere il comportamento del vulcano, in modo da fornire ai politici gli strumenti per mettere a punto piani di emergenza e mappe di pericolosità” ha dichiarato il coordinatore della ricerca, il vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo. Speriamo che abbia ragione!

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