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2 marzo 2006

I brutti, sono anche più cattivi?

Nuovamente prese in considerazione le teorie del Lombroso: i brutti sono più cattivi e più inclini a delinquere rispetto ai belli.
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Nuovamente prese in considerazione le teorie del Lombroso: i brutti sono più cattivi e più inclini a delinquere rispetto ai belli.
Questo almeno secondo lo studio condotto da due economisti americani, Naci Mocan, dell’Università del Colorado, e Erdal Tekin, della Georgia State University.
I due ricercatori sono giunti a queste conclusioni esaminando diverse statistiche ed hanno constatato che, in America, a commettere reati sono per lo più persone dall’aspetto non proprio gradevolissimo o con malformazioni fisiche.
D’altronde un po’ tutta la cultura occidentale, fin dai primordi, è affascinata dall’idea dell’auspicabile coesistenza tra bellezza e bontà . Basti pensare all’ideale greco del “ kalòs kai agotòs” – bello e buono- che spesso incarnavano gli eroi delle leggende greche, e, parlando dei giorni nostri, all’ ‘iconografia cinematografica che sovente assegna al brutto la parte del cattivo, mentre ai belli la parte del buono.
Tuttavia, con tutto il rispetto per i Sigg. Naci Mocan e Erdal Tekin, se la bellezza , per definizione, è soggettiva , chi sono i brutti e chi sono i belli?. Ed ancora, quante volte è capitato che questo tipo di indagini sociologiche siano poi smentite da posteriori ricerche che dimostrano l’esatto contrario?

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