• Google+
  • Commenta
20 marzo 2006

L’eutanasia? “Nazista” secondo Giovanardi

Dopo il “caso Calderoli”, scoppiato quando l’ex Ministro delle Riforme istituzionali aveva pensato bene di “stupire” con l’exploit della magliett

Dopo il “caso Calderoli”, scoppiato quando l’ex Ministro delle Riforme istituzionali aveva pensato bene di “stupire” con l’exploit della maglietta anti-islamica, ora è la volta di Carlo Giovanardi, Ministro per i Rapporti con il Parlamento: ospite qualche giorno fa di “Radio anch’io” aveva infatti affermato che “la legislazione nazista e le idee di Hitler in Europa stanno riemergendo”, riferendosi all’eutanasia legalmente praticata nei Paesi Bassi.
Inutile dire che poche sconsiderate parole hanno provocato una crisi diplomatica fra Italia ed Olanda: il Capo del Governo olandese Jan Peter Balkenende ha definito le parole di Giovanardi “scandalose ed inaccettabili”; l’ambasciatore italiano è stato convocato a L’Aja dove avrebbe specificato che la posizione del Ministro non sarebbe quella dell’intero Governo italiano ma, poco dopo, è stata la stessa Farnesina a “correggere” la dichiarazione precisando che le affermazioni di Giovanardi coincidono con quelle espresse da religiosi e da medici degli stessi Paesi Bassi. E mentre si moltiplicano le polemiche e parte del Centro Sinistra chiede le dimissioni del Ministro, questi – che non ha alcuna intenzione di rinnegare quanto detto o, almeno, di chiedere scusa per il poco tatto dimostrato – rincara la dose: “…a mio avviso in Olanda è peggio: Hitler lo faceva in segreto, loro invece lo vogliono fare alla luce del sole”; “Ma quali scuse! Il governo italiano non può accettare una legge che consente di sopprimere i bambini. In Olanda su mille casi di mortalità infantile, seicento si riferiscono a bambini soppressi. Noi siamo orgogliosi di avere alle spalle duemila anni di tradizione cristiana…”. Ed anche Calderoli ha espresso viva solidarietà al suo collega: “Quando c’è di mezzo il diritto alla vita non ci si può mai tirare indietro, ma bisogna stare in prima fila”.
Certo, è fondamentale che ognuno abbia la propria opinione e si batta per difenderla ma, schierarsi contro l’eutanasia definendola superficialmente “nazista” o ritenere che essa sia finalizzata a sopprimere “persone non perfette” è sinonimo di ignoranza, ridurre un problema così profondo ad una statistica sulla mortalità di bambini è quanto mai fuorviante. In primo luogo la Germania di Hitler non praticava l’eutanasia ma l’eliminazione programmata di individui che non erano né in fin di vita (malati terminali) né consenzienti e poi non andrebbe dimenticato che l’Olanda è stato uno dei paesi che più ha patito per l’imposizione del regime nazista.
Prima di pronunciarsi in un modo così sbrigativo e grossolano bisognerebbe rendersi conto che, al di là della propria specifica posizione, si sta discutendo di un tema assai problematico e legato strettamente alla vita di una persona; affrontare l’argomento della “dolce morte” vuol dire fare i conti con una realtà assai delicata: ad esempio quella dei malati terminali e della loro irreversibile sofferenza; già, perché quello che spaventa e di cui si discute non è tanto la morte ma l’abbandono della vita: una leggera linea di confine che molti, nelle loro condizioni, sono costretti a oltrepassare dilaniati dal dolore e, in molti casi, senza più alcuna dignità.

Google+
© Riproduzione Riservata