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23 marzo 2006

Match point

Chi scrisse che nella vita conta la fortuna più di ogni altra cosa era un saggio. Questo il messaggio che l’ultimo film di Woody Allen manda alChi scrisse che nella vita conta la fortuna più di ogni altra cosa era un saggio. Questo il messaggio che l’ultimo film di Woody Allen manda al proprio pubblico. Cinico e disincantato, a tratti insolitamente violento e, altrettanto insolitamente, quasi per niente ironico, l’Allen londinese trova nuovi temi e nuove “specie umane” da rappresentare. Ora tocca agli eredi dell’aristocrazia inglese, quei benestanti che si divertono con il tennis e gli affari, che amano la caccia e le tradizioni, l’equilibrio ed il contegno. Chi entra nella loro vita senza far parte del loro stesso ceto sociale o semplicemente è più vivo di loro emotivamente, crea scompiglio, disordine, tragedia. È il caso di Chris (Johnatan Rhys Mayers), insegnante di tennis che diventa amico di Tom e poi ne sposa la sorella. Attratto però dalla fidanzata di Tom, Nola (Scarlett Johansonn), Chris intreccia con lei una relazione che lo porterà a mettere in gioco tutto quello che aveva conquistato arrampicandosi nella società grazie agli appigli a lui offerti dalla famiglia di sua moglie.
Molto vicino a Crimini e misfatti che rappresenta un altro tassello insolito nella sua filmografia, Allen non si ritaglia alcun ruolo in questo film che non sembra nemmeno suo a prima vista. Guardando più a fondo però si scoprono dei segni inconfondibili del suo lavoro: l’ossessione di studiare gli uomini come criceti in una gabbia, la sottile ironia di fondo, affidata stavolta non a dialoghi memorabili o a battute esilaranti, ma a due inquadrature speculari che però danno esito totalmente diverso (la pallina da tennis, in apertura, che rimbalza sul nastro della rete e non la supera restando nel campo e l’anello, quasi alla fine del film, che rimbalza sulla ringhiera e resta sul muretto anziché finire nel fiume). Ma soprattutto è presente il disincanto. È il destino che gioca con gli uomini e ne manipola la sorte, è la fortuna che stavolta non aiuta gli audaci ma gli scaltri, che non dà niente a chi merita di vincere e tutto a chi invece cerca di aggirare gli ostacoli anziché affrontarli.

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