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15 marzo 2006

Questione di crediti

In caso di trasferimento da un ateneo all’altro, secondo l’attuale legge, ogni università ha la facoltà di verificare i crediti e i programmi di s

In caso di trasferimento da un ateneo all’altro, secondo l’attuale legge, ogni università ha la facoltà di verificare i crediti e i programmi di studio degli studenti che chiedono di essere ammessi: le università possono decidere così di non ammettere tutti i crediti presentati dagli studenti che vengano da altri atenei, allo scopo di tutelare la qualità di tutti i laureandi, rendendo omogeneo il livello di preparazione. Ora, invece, con un decreto governativo già approvato dal Senato, le università perdono il diritto di valutare i crediti degli studenti che vengono da altri atenei per quanto riguarda le materie di base e quelle caratterizzanti. “Relativamente al trasferimento degli studenti all’interno dell’ateneo o tra diversi atenei”, dice l’emendamento in questione, “tra corsi afferenti la medesima classe i regolamenti didattici assicurano l’integrale riconoscimento di crediti acquisiti nelle attività di base e caratterizzanti”. Qual è il pericolo maggiore, secondo gran parte dei rettori? Dopo aver sostenuto quasi tutti gli esami in un ateneo non particolarmente ostico, sarà più facile per uno studente trasferirsi con il proprio bagaglio di crediti in un’università migliore per garantirsi una laurea più prestigiosa. Interessante, allora, la proposta del rettore dell’ateneo di Trento, Davide Bassi, il quale ha parlato di un “diploma supplemento”. Si tratta di una certificazione che i nostri atenei dovrebbero fornire al termine degli studi: il percorso dello studente verrà così descritto in modo dettagliato, comprendendo esami, contenuto dei corsi e parametri di valutazione.

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