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29 maggio 2006

Catanzaro: la simulazione della scena della scena del crimine

Un caso di omicidio ricostruito in un’aula universitaria per far conoscere nei dettagli tutti quegli aspetti significativi che caratterizzano le a

Un caso di omicidio ricostruito in un’aula universitaria per far conoscere nei dettagli tutti quegli aspetti significativi che caratterizzano le attività di ricostruzione del crimine a partire dalla scena del delitto.

Un successo, per l’attenta e attiva partecipazione degli studenti di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria, Biotecnologie, Scienze Giuridiche e delle Professioni Sanitarie, l’iniziativa promossa questa mattina al Campus universitario di Germaneto dalla Cattedra di Medicina Legale, diretta dal professor Pietrantonio Ricci.

Il rispetto del metodo e delle regole è il fattore determinante per riuscire ad identificare sulla scena del crimine prove significative e inconfutabili che possano indirizzare le indagini verso la giusta soluzione del caso. Ecco perché risulta fondamentale rapportarsi al fatto in maniera oggettiva, libera da condizionamenti o suggestioni.

“Un’occasione eccezionale di confronto e di arricchimento formativo viste le tante autorità e professionalità presenti al seminario di questa mattina – ha detto il Rettore dell’Università Magna Græcia, il professor Salvatore Venuta, aprendo i lavori della giornata. La formazione che assicuriamo ai giovani è una formazione di qualità, improntata allo sviluppo di una capacità critica e orientata alla conoscenza concreta della realtà professionale. Guidando proprio gli studenti all’interno della realtà pratica delle professioni, – ha evidenziato il Rettore Venuta – con momenti significativi di scambio e confronto, avvalendoci della collaborazione di autorità tali, quali quelle presenti questa mattina al seminario, pensiamo con grande responsabilità al futuro di questi giovani e alla loro crescita professionale.”

Il Rettore Venuta nel corso del suo intervento, trattando i temi del seminario, ha voluto citare quello che è stato un famoso caso giudiziario: il caso di Orenthal James Simpson, il noto giocatore di football americano, accusato di aver ucciso la ex moglie e l’amico di lei. La bravura del suo avvocato difensore, Johnnie Cochran, riuscì infatti a dimostrare la non colpevolezza del suo assistito quando nel corso del processo provò a far indossare a Simpson il guanto ritrovato sulla scena del crimine: il guanto non era della stessa misura di Simpson e ciò fece esclamare all’avvocato Cochran una frase diventata celebre: “If it doesn’t fit, you must acquit”, riferita al fatto che, essendo il guanto troppo piccolo per poter essere stato indossato da O.J. Simpson, bisognava di conseguenza assolvere l’imputato.

“Vogliamo dare un segnale concreto della presenza dell’Università su questi temi – ha detto il professor Ricci. Proprio sui rilievi che vengono effettuati sulla scena del crimine si giocano i processi. Queste attività pertanto devono essere condotte con rispetto delle regole e con le adeguate competenze tecniche. L’Università, luogo dell’elaborazione critica del sapere scientifico, è la sede più adatta per discutere di questi temi, raccoglie intelligenze, sviluppa nuove conoscenze. In questo contesto- sottolinea il professor Ricci- il territorio deve dimostrare anche attenzione all’Università, non si può pensare che l’Università, anche in un settore importante come quello relativo alla Medicina Legale, per il quale collaboriamo intensamente con tutte le autorità locali, possa avere da sola le risorse per andare avanti. Riscontriamo sempre più successo e grande attenzione da parte degli studenti, che si avvicinano con grande passione a questa materia, ma ci troviamo in una situazione difficile se consideriamo che, ad esempio, per l’anno in corso nessuna borsa di studio è stata assegnata dalla Regione per la Scuola di Specializzazione in Medicina Legale.”

Hanno moderato il seminario, insieme al professor Ricci, il dottor Salvatore Murone, Procuratore della Repubblica Aggiunto presso il Tribunale Ordinario di Catanzaro, che ha ribadito l’importanza dell’oggettività e del rispetto delle regole dal punto di vista scientifico, legale e professionale nel momento di analisi della scena del crimine, ed il Colonnello Giuseppe Lanzillotti, Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Catanzaro, che ha presentato l’organizzazione strutturale dell’Arma dei Carabinieri.

Successivamente è stato presentato il caso pratico, facendo partecipare attivamente gli studenti alla ricostruzione dell’attività sulla scena del delitto e fornendo loro la traccia normativa su cui si fondano regole e metodologie del sopralluogo.

Osservare, raccogliere e individuare, ricercando tutte le informazioni in modo accurato e scientifico: questo quanto è necessario compiere sulla scena del crimine per avere delle ricostruzioni inattaccabili poi in fase di dibattimento. Si è parlato così dei rilievi e delle analisi investigative dei Carabinieri, dell’attività del magistrato, della difesa, del medico-legale.
Gli studenti hanno potuto seguire le diverse fasi che riguardano i rilievi di criminalistica, l’esame del cadavere, la descrizione della lesività, la tanatocronologia e la ricerca di tracce biologiche, il rilievo di tracce di DNA e la relativa analisi, le diverse fasi delle indagini difensive, le caratteristiche dell’investigazione pura.

Sono intervenuti per illustrare tutti questi aspetti di ricostruzione, il Tenente Colonnello Francesco Iacono, Comandante del Reparto Operativo dei Carabinieri di Catanzaro, che ha guidato gli studenti nel caso di omicidio presentato, il dottor Salvatore Dolce, Sostituto Procuratore D.D.A. di Catanzaro, l’avvocato Nunzio Raimondi, del Foro di Catanzaro, il dottor Giulio Di Mizio, patologo forense della Cattedra di Medicina Legale, il Maresciallo Capo Giuseppe Chiaravalloti, del reparto operativo dei Carabinieri di Catanzaro, il Maggiore Sergio Schiavone, Comandante del Reparto Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Messina (RIS).

La soluzione del caso è stata affidata così agli studenti che, ormai presi dall’attività investigativa, non avevano più alcun dubbio sulle cause dell’omicidio e sul suo esecutore. Un modo nuovo e partecipato per avvicinare i giovani a una realtà troppo spesso mitizzata e sfruttata a livello mediatico, ma in concreto ancora poco conosciuta nella sua operatività.

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