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5 giugno 2006

Cose da Paz! Una recensione in un minuto (e mezzo)

Paz! è un film di Renato De Maria. Non è un film nuovo, perchè è uscito nel 2002, e non racconta una storia nuova, per

Paz! è un film di Renato De Maria. Non è un film nuovo, perchè è uscito nel 2002, e non racconta una storia nuova, perchè è tratto dai fumetti di Andrea Pazienza, ed effettivamente, guardandolo con attenzione, si rivive l’atmosfera precisa di quelle tavole, di quei racconti di una vita e di un mondo che oramai non esistono più.
La pellicola è ambientata a Bologna negli anni 70, ed ha come cornice il diffuso movimento di mobilitazione giovanile, in quel periodo quotidianamente all’ordine della cronaca. In un ambiente fumettoso, eppure sempre molto realistico, si intrecciano tre storie principali, diverse tra loro, ma convergenti: c’è Pentothal(Claudio Santamaria), studente fuorisede ed autore di fumetti, una figura sognante d’artista, che vive la realtà dei suoi giorni in un’estasi confusionale, a stento riconoscendo miraggio e immagini vere. Poi c’è Enrico Fiabeschi( Max Mazzotta), anche lui fuorisede. Figura nel film non molto definita, ma dai caratteri un pò aspri, estremamente ironici e cinici, riflette un’idea della vita come combattimento, un pò incazzatura e rabbia,involontariamente animo punk. Ed infine c’è il mitico Zanardi (Flavio Pistilli), tra le creature più fortunate e conosciute dei fumetti di Andrea Pazienza, studente liceale, che con i suoi due fedelissimi amici (Colasanti e Petrilli) dopo aver crocifisso, in un atto angelicamente vandalico, il gatto della preside, si trova al centro di un vero e proprio giallo.
Come sfiorandosi nel film si rincorrono, appena accennate, le tematiche caratteristiche dell’opera di Pazienza: l’amore, la droga, la lotta studentesca, l’esclusione e la lontananza dal mondo, la solitudine.
La telecamera disegna, attraverso una sapiente regia, il contorno di scene che riprendono bene il vero spirito delle storie del fumettista, cogliendone l’ironia ed allo stesso tempo la grande profondità.
In fondo, quasi involontariamente, questo film è il ritratto di un’epoca e dell’arte di quei giorni, non solo dei fumetti, ma anche della musica( molti brani della colonna sonora sono tratti da cd pubblicati allora), e ben riesce ad esplorare le figure di personaggi allora inventati e molto legati a quel tempo, non lontano, ma diverso.

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