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22 settembre 2006

Napolitano – Mussi: Allarme università

E’ addirittura il nostro caro amato Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a lanciare un vero e proprio grido di allarme – durante una visita E’ addirittura il nostro caro amato Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a lanciare un vero e proprio grido di allarme – durante una visita avvenuta nei giorni scorsi all’ateneo di Lecce – sulla proliferazione degli atenei e dei corsi di laurea.

Il Presidente afferma: “Le discussioni sono tante e, senza dubbio, la materia e’ molto opinabile. Ma quando si dice che c’è stata una proliferazione di sedi universitarie in Italia, credo che ci sia anche qualcosa di preoccupante, da verificare attentamente” – e con queste ultime parole, chiede al governo di verificare tempestivamente e mantenere sotto controllo la situazione attuale dell’Università.

Il ministro di competenza Fabio Mussi non si è fatto attendere e subito da Shangai – dove era in visita con Prodi – ha ribadito: “Il presidente Napolitano ha pienamente ragione. Infatti negli ultimi decenni si è assistito ad una sproporzionata proliferazione di sedi, molto spesso collegata alle ambizioni di politici locali.” – e continua – “Ho cominciato da subito a frenare questo fenomeno. In primo luogo impedendo la creazione di nuovi atenei e di nuove facoltà di cui non si avvertiva la necessità e poi inserendo nel decreto sulle classi di laurea, emanato il 4 agosto, norme volte a frenare la frammentazione e la proliferazione dei corsi.”

E appena tornato in Italia, nella giornata dedicata alla ricerca, parla a Confindustria e torna sull’argomento Università: “Ho trovato lauree facili, università che non sono tali, 14 atenei in più, proliferazioni indecorose di sedi e di corsi, 12 università telematiche già riconosciute e altre cinque pronte a esserlo”. – e continua Mussi sottolineando – “Ma l’università non è un computer e mi sono ritrovato a stralciare un sacco di roba”.

A questo punto sorge spontanea una domanda: E’ meglio tornare ad un sistema universitario con pochi atenei ma buoni? o restare in questo “caos totale” che per molti è conveniente?

Il sistema scolastico generale dell’Italia, dalle elementari alle Università, è alla deriva, occorrono rapidi interventi. Ne va di mezzo la credibilità del Paese.

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