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26 ottobre 2006

Pisa: Benigni alla laurea honoris causa a Vincenzo Cerami

L´intera Università di Pisa, un gran pubblico composto da centinaia di studenti e l´amico Roberto Benigni hanno festeggiato la laurea specialistic
L´intera Università di Pisa, un gran pubblico composto da centinaia di studenti e l´amico Roberto Benigni hanno festeggiato la laurea specialistica honoris causa in Letterature e filologie europee conferita, mercoledì 25 ottobre alla Sapienza di Pisa, a Vincenzo Cerami.

La cerimonia è iniziata con il saluto del rettore Marco Pasquali, che ha sottolineato il legame che da alcuni anni unisce lo scrittore all´Ateneo pisano. “Il primo approdo di Cerami a Pisa – ha detto il rettore – avvenne nel 2003 attraverso il rapporto personale con il professor Mario Guazzelli, che inserì il corso di `Sceneggiatura e arteterapia´ tra le attività didattiche opzionali del corso di laurea in Terapia occupazionale. Il secondo capitolo è invece costituito dal ciclo di lezioni su `La Bottega del racconto´, tenute lo scorso anno alla facoltà di Lettere e filosofia, con enorme successo e grande
partecipazione di studenti”. “I meccanismi, anche quelli psicologici, connessi alla creatività – ha continuato Marco Pasquali – credo che costituiscano un interesse peculiare di Cerami, un interesse che egli ha cercato di condividere con la generazione dei lettori più giovani indirizzando loro il libro sui Consigli ad un giovane scrittore.
Ai miei occhi di docente, questo sforzo costituisce una garanzia di impegno verso la trasmissione del sapere e la didattica di qualità”.

Anche il professor Maurizio Iacono, preside della facoltà di Lettere e filosofia, dopo aver delineato il percorso artistico e professionale di Cerami, ha sottolineato il legame con Pisa e la familiarità di Cerami con generi diversi di scrittura e di linguaggi, dalle tradizioni popolari al fumetto. “Un impegno
– ha affermato il preside
– sempre rivolto alla ricerca di nuove storie, nuovi dispositivi narrativi da calare poi nei romanzi, nelle forme drammaturgiche del teatro, nelle forme liriche della poesia, nei dialoghi della sceneggiatura cinematografica, negli spartiti di Nicola Piovani, che di Cerami può essere definito il vero e proprio alter ego al pentagramma”.

Il professor Francesco Orlando, insigne teorico della letteratura, nella laudatio ha evidenziato la straordinaria coralità e pluralità di registri che Cerami è capace di declinare. “Come autore – ha continuato – lo apprezzo in primo luogo per la solidissima referenzialità, in un ambiente letterario minacciato piuttosto dalla autoreferenzialità; poi per la resa del quotidiano nelle sue ambientazioni; quindi per la possibilità che offre al lettore di installarsi all´interno di un´altra coscienza, ricreando una nuova soggettività; infine per la lingua che, nei copiosi dialoghi dei suoi lavori, è in grado di rendere le sfumature che qualificano il ceto sociale, il sesso, l´età, la provenienza regionale. Si tratta una lingua esente dal gusto del
particolarismo così diffuso dalla narrativa anglosassone e in essa vi si rinviene una tensione all´universalismo che ritengo un merito civile di Cerami. La razionalità del suo sguardo e del suo uso della lingua riscattano, insomma, un mondo che nei suoi lavori è condannato alla tragedia e a un destino irrimediabilmente squallido”.

La lectio magistralis di Cerami ha messo a fuoco il rapporto tra romanzo e storia, sottolineando la capacità della narrazione, al suo meglio, di essere anticipatrice della storia, di “rendere pubblici valori che restano ancora inosservati”. Questo obiettivo lo hanno raggiunto, per esempio, i grandi maestri del realismo ottocentesco. Oggi possiamo dire che “nel romanzo l´aggancio con la realtà si verifica attraverso la lingua” che, attingendo al quotidiano, rappresenta già una scelta e un´interpretazione del reale. Per questo i narratori fanno storia, perché “scoprono e rivelano il loro tempo”. In questo
modo Cerami ha inteso affermare un´analogia tra il romanziere e lo storico, due mestieri che presuppongono la stessa etica e gli stessi doveri deontologici.

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