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11 ottobre 2006

Toniatti preside della Facoltà di Giurisprudenza per altri tre anni

Il preside della Facoltà di Giurisprudenza per il prossimo triennio 2006/2009 sarà ancora Roberto Toniatti, docente di Diritto costituziIl preside della Facoltà di Giurisprudenza per il prossimo triennio 2006/2009 sarà ancora Roberto Toniatti, docente di Diritto costituzionale comparato e già preside della Facoltà di via Verdi (per tre mandati negli anni accademici 1994/1997, 1997/2000 e 2003/2006). Le elezioni, presiedute dal decano della Facoltà, il professor Fulvio Zuelli, si sono svolte in sala conferenze a partire dalle 14.30 e si sono concluse con lo spoglio delle schede verso le 15.15. I votanti sono stati 49 (su 49 presenti). Tra le schede pervenute, 39 preferenze sono andate al professor Toniatti, unico candidato con 8 schede bianche e 2 nulle. “Si tratta di un incarico certamente gravoso e forse destinato ad aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni – ha commentato Toniatti. Allo stesso tempo, contribuire in qualità di preside allo sviluppo della Facoltà e dell’Ateneo è spesso gratificante e intellettualmente stimolante. Occorre garantire la continuità delle linee di sviluppo collegialmente realizzate in passato, mantenendole adeguate alla crescente complessità della vita istituzionale e sociale”. “La professione del giurista – ha proseguito il preside neoeletto – richiede oggi una percezione delle dinamiche globali e anche in questa direzione la Facoltà continuerà ad attivare il proprio progetto formativo. Alcune iniziative di particolare rilievo riguardano un progetto di partecipazione ad un corso di laurea di Diritto europeo da svolgersi in Olanda, una concretizzazione della collaborazione con analoghe facoltà della Cina, il consolidamento dei rapporti con università latino-americane e africane, garantendo peraltro la centralità delle relazioni universitarie europee, statunitensi e canadesi. È particolarmente incoraggiante che negli ultimi mesi ricercatori di alcuni Paesi europei mi abbiano contattato per manifestare il loro interesse ad includere la Facoltà di Trento nel loro percorso scientifico e forse un reclutamento internazionale di giovani studiosi sarebbe anche più vantaggioso rispetto alla sola chiamata di professori di chiara fama.”

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