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18 gennaio 2007

Napoli: per la salute dei fuorisede!

Napoli è il più grande centro del sud Italia: normale, dunque, che attiri a sè un enorme numero di studenti provenienti da ar

Napoli è il più grande centro del sud Italia: normale, dunque, che attiri a sè un enorme numero di studenti provenienti da aree e paesi circostanti. Già, si tratta dei cosiddetti “fuorisede”: ragazzi che per scelta, o molto più spesso per necessità, si trovano a frequentare un ateneo lontano dal loro originario luogo di abitazione, appunto, fuori dalla loro sede abituale.
Per questi studenti spesso questioni di semplice risoluzione per chi abita a pochi metri dall’università, diventano invece difficili problemi da affrontare con cautela ed impegno, magari anche economico.
Tipicamente, per esempio, in questo insieme di problemi può rientrare quello della salute. Se uno studente fuorisede si ammala di influenza, o di un altro male “passeggero”, insomma, non urgente, allora si deve recare al pronto soccorso. Qui il suo caso, classificato come “codice bianco”, verrà esaminato solo dopo il pagamento di un ticket di 25 euro: una cifra non male!
Si sta cercando, dunque, una strada alternativa a quella del ticket, e proprio in questa direzione è la proposta recentemente presentata da “La Confederazione” al Senato Accademico: creare delle apposite convenzioni per studenti fuorisede presso i diversi organi sanitari della città, che offrano assistenza medica gratuita. Del resto questo obiettivo non potrebbe che essere semplificato dal fatto che i policlinici fanno parte del sistema accademico. Ed in effetti anche il rettore Guido Trombetti, dell’Universita degli Studi di Napoli Federico II, si è espresso con favore riguardo questa iniziativa.
Potrebbe essere un buon salto di qualità nella vita avventurosa del fuorisede, costretto tra alloggi in nero e prezzi alti, quello di avere una buona assistenza medica gratuita.

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