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24 febbraio 2007

Arezzo: “Welby e gli Atri”, un seminario sui temi della “dolce morte”

Piergiorgio Welby con la sua malattia e la sofferenza che lo accompagnava ormai da troppo tempo hanno contribuito ad aprire, qualche mese fa, un dif
Piergiorgio Welby con la sua malattia e la sofferenza che lo accompagnava ormai da troppo tempo hanno contribuito ad aprire, qualche mese fa, un difficile ed ampio dibattito sui delicati temi dell’eutanasia, del rifiuto delle cure e dell’accanimento terapeutico. Per continuare a dibattere di questi problemi, senza essere influenzati da ideologie o preconcetti, la sezione aretina del Centro interdisciplinare di Bioetica e Biodiritto dell’Università degli Studi di Siena ha organizzato, per sabato 24 febbraio, alle ore 9.30, una giornata di studio intitolata “Welby e gli Altri: casi di rifiuto di terapie salva-vita”. “Un’iniziativa attraverso la quale – spiega il professor Macrì, coordinatore scientifico del Centro e direttore dell’Unità operativa di Medicina legale della Asl 8 di Arezzo, – non vogliamo offrire una risposta definitiva a un singolo e specifico caso, bensì affrontare sotto ogni profilo, in particolare etico, giuridico e medico, questa complessa tematica per offrire un contributo di approfondimento culturale”. Oltre al professor Macrì interverranno la professoressa Monica Toraldo di Francia, filosofo membro del Comitato nazionale per la Bioetica, il professor Ferrando Mantovani, ordinario di Diritto penale dell’Università di Firenze, il professor Walter Bernardi, la professoressa Patrizia Funghi dell’Università di Siena e l’avvocato Riccardo Gilardoni, membri del Centro di Bioetica e Biodiritto dell’Ateneo. Una giornata di studio che, secondo le previsioni, potrebbe essere il punto di partenza per elaborare un documento che raccolga una serie di linee guida operative, utili soprattutto a quanti lavorano in ambito sanitario.

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