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22 febbraio 2007

“Bulli e pupe”

Su un quotidiano free press distribuito nelle più grandi città, ieri in ultima pagina era presente un articolo che definire scioccante
Su un quotidiano free press distribuito nelle più grandi città, ieri in ultima pagina era presente un articolo che definire scioccante e fuori luogo è sicuramente poco.
L’articolo “Il lato oscuro delle Università” descrive il comportamento malsano e poco etico di studentesse universitarie che non riescono in maniera lecita a sbarcare il lunario.
Chi firma questo pezzo ritiene che la maggior parte delle persone che studiano hanno problemi finanziari e le famiglie non riescono più a mantenere i loro figli, considerando anche l’aumentato costo della vita. Qual è la soluzione?
Semplice. L’articolo parla di annunci sul web in cui le studentesse si offrono a chi è stuzzicato dall’ammicante immagine di una ragazza che dai freddi libri passa alle infuocate lenzuola.
A dir poco sconvolgente, direi.
La cosa che colpisce, tuttavia, non è il contenuto dell’articolo, bensì il fatto che si tratti questo argomento come un comportamento generale, parlando di ragazze che non vogliono più faticare, facendo le baby sitter o le cameriere, e che ritengono, quindi, molto più conveniente cedersi per poco tempo e ad un prezzo più alto.
Un’insinuazione offensiva. Si pensi anche ai tanti genitori che si sacrificano per i propri figli e che poi in un articolo del genere devono sentirsi toccati da allusioni così spicciole.
Sicuramente ci sono ragazze che si comportano in questo modo, ma da lì a dire che è una pratica di tutte quelle che non riescono ad arrivare alla fine del mese, per colpa di borse di studio che non bastano mai, sembra davvero troppo.
Spero per chi ha firmato questo articolo che sua figlia non intenda studiare in una città lontana. Chissà come si sentirebbe quando la sua “bambina” gli dice che deve andare a mangiare una pizza con gli amici, visto che lui stesso ritiene che queste ragazze lo fanno non solo per gli affitti alle stelle, ma anche per i maggiori costi per uscire alla sera.
Veramente ridicolo…
E poi un dubbio: dove li legge lui questi annunci? Io non ho mai letto nulla del genere da nessuna parte.
Probabilmente questo articolo nasce dalla necessità di continuare il filone negativo costruito intorno al “bullismo” alle superiori, spostando lo scandalo nelle vicine università.
Eppure sarebbe stato più originale specificare che noi studenti non siamo solo un popolo di “bulli e pupe” visto che oramai è solo di questo che si parla e non delle nostre teste piegate sui libri!

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