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11 febbraio 2007

Ma la nostra formazione sarà quella giusta?

Come trasformare la formazione universitaria facendo in modo di allineare l’Università italiana agli standard europei e in più garanti
Come trasformare la formazione universitaria facendo in modo di allineare l’Università italiana agli standard europei e in più garantire un lavoro appagante agli studenti? Dove trattare il problema del precariato? Tutto sommato forse si dovrebbe smettere di trattare la formazione universitaria e il lavoro come due problemi distinti prendendo decisioni secondo una logica che vuole due agende per due problemi. Perchè? Semplice. “Dove trattare il problema del precariato” dovrebbe essere la domanda a cui si dovrebbe cercare di dare una risposta e non altre….almeno per il momento. Con il decreto dell’Università che sanciva la nascita dell’ormai noto “3 + 2”, infatti, s’intendeva (almeno nella testa di chi lo firmò) dare una nuova possibilità all’Università italiana. Allora si immaginò un’istituzione a livello europeo che riuscisse finalmente a dare ai “nostri” studenti le stesse opportunità dei colleghi europei.
Parole … parole su parole!!
Più pratica, si diceva, maggiore specializzazione, più opportunità di inserimento nel mondo del lavoro, più tirocini con aziende convenzionate con le università, più possibilità di maturare crediti all’esterno dell’Università con l’intento di arricchimento dei curricula.
Ma qual è oggi la realtà?
Bhè… semplice anche questo…
Vuoi fare un tirocinio con aziende convenzionate? Cercati un’azienda e proponi la convenzione…in fondo l’Università sei tu!
Vuoi maturare crediti con esperienze formative esterne?
Fai 80 ore certificate (che nella realtà corrispondono quasi sempre a 170 ore lavorate completamente gratis) e otterrai l’agognato punticino di credito che ti permetterà di pareggiare i conti sul tuo libretto universitario (forse però avresti fatto prima a fare un altro esame!).
Tempi più snelli si diceva, vero?
Hai 25 anni e non hai ancora finito la triennale?
Tranquillo non sei un fallito, e neppure un lavativo, fai solo parte di quell’alta percentuale di persone che non sono riusciti a godere appieno dei mille vantaggi della RIFORMA MORATTI (e questa è ironia chiaramente!).
E se hai finalmente finito l’Università sputando sangue sui libri non preoccuparti i tuoi pensieri potranno essere più tranquilli d’ora in poi … il mondo del lavoro non aspetta altro che gente con la tua stessa formazione. E sai perchè ti aspetta?
Per dirti che la tua formazione non rispecchia gli standard qualitativi previsti dall’azienda.
E cosa puoi fare allora?
Ancora più semplice…. Sei destinato anche tu a rientrare nel mondo oscuro del precariato, fatto di frustrazione, retribuzioni ingiuste, e tanto, tanto stress!
Questa potrà sembrare una visione apocalittica … ma in realtà è solo frutto dello sguardo disincantato che si affaccia amareggiato sulla nostra società.
Una società dove ancora non è chiaro che la formazione universitaria dovrebbe andare di pari passo con le richieste provenienti dal mondo del lavoro se vuole riuscire a eliminare l’increscioso problema della disoccupazione giovanile che ormai attanaglia il nostro Paese!
E finchè chi di dovere non capirà che il problema “lavoro” va risolto immediatamente e di pari passo con la questione “formazione universitaria” continueremo a vivere in una società dove …. UNO SU MILLE CE LA FA … e spesso è raccomandato!

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