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18 febbraio 2007

Porte chiuse per Oreste Scalzone alla Sapienza

A trent’anni dalla “cacciata” di Luciano Lama dall’Università La Sapienza di Roma, in una sorta di eterno ritorno al passato con la malcela

A trent’anni dalla “cacciata” di Luciano Lama dall’Università La Sapienza di Roma, in una sorta di eterno ritorno al passato con la malcelata speranza che diventi anche futuro, un gruppo di circa 200 persone, ricollegabili alla Rete per l’Autoformazione, ha commemorato, con una manifestazione, quei giorni del ‘77. A capo del corteo, stipato sulle scale del rettorato della Sapienza, tale Oreste Scalzone, leader di Potere Operaio, attivo partecipante alle violente contestazioni che, il 17 Febbraio del 1977, portarono alla cacciata di Lama, allora Segretario Generale della CGIL, dall’Ateneo romano. L’Assemblea, che inizialmente doveva essere ospitata nell’Aula Magna della Sapienza, è stata spostata in extremis davanti alla Facoltà di Lettere, dopo il rifiuto del Preside, il professor Pescosolido. Il pretesto ufficiale è stato la mancanza dell’autorizzazione per l’utilizzo degli spazi universitari da parte dei manifestanti. Quello ufficioso è probabilmente ricollegabile al clamore suscitato dall’accoppiata tra una manifestazione evocativa e celebrativa di quello che certamente è stato un periodo buio della storia italiana, macchiato di sangue e odio politico, e la discussa figura di Scalzone, che partecipò agli Anni di Piombo guadagnandone una condanna ‘per associazione sovversiva e banda armata’.

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