• Google+
  • Commenta
11 marzo 2007

La Sapienza: “Il futuro della tv tra contenuti e servizi interattivi”

A cinquant’anni dalla sua nascita, la televisione tradizionale si sta “spegnendo”. Incalzata dallo sviluppo delle nuove tecnologie, la vecchia TV an
A cinquant’anni dalla sua nascita, la televisione tradizionale si sta “spegnendo”. Incalzata dallo sviluppo delle nuove tecnologie, la vecchia TV analogica a breve sarà sostituita definitivamente da quella digitale che corre via cavo.
La nuova tecnologia si e’ evoluta in particolare negli ultimi dieci anni, da quando la televisione si è affermata non solo come passatempo prescelto ma anche e soprattutto come business.
Questo sarà il tema della tavola rotonda, organizzata dagli studenti della Facoltà di Scienze della comunicazione di Roma, organizzata per il 9 marzo nel Centro Congressi di via Salaria 113. All’incontro, intitolato “Rivoluzione digitale e società dell’informazione. Il futuro della televisione tra contenuti e servizi interattivi” parteciperanno Maurizio Costanzo, giornalista e direttore del laboratorio di comunicazione e nuovi contenuti Rti, Carlo Bixio (Associazioni Produttori televisivi), Tullio Caviglieri (Sky), Federico Chio (Mediaset), Giancarlo Leone (Rai). Il dibattito, che vedrà anche la partecipazione del ministro delle comunicazioni, Paolo Gentiloni, sarà aperto dal Rettore dell’Università “la Sapienza”, Renato Guarini.
Dal 2004, dopo l’approvazione della discussa riforma del sistema radiotelevisivo con la legge Gasparri, i decoder si sono moltiplicati spianando la strada al nuovo sistema digitale, di cui, nonostante tutto, non si conoscono ancora le potenzialità e i reali vantaggi. Oltre infatti ad un aumento considerevole dei canali ricevuti a beneficio dell’utente, il nuovo sistema permette ai produttori di contenuti di creare nuovi format televisivi. I progetti per creare un sistema completo e redditizio sono vari e la competizione tra le varie case di produzione è grande. Ma, in un ambiente dove domina il mercato, e quindi la pubblicità, e’ alto il rischio che tanti canali siano concepiti unicamente come vetrina espositiva di prodotti commerciali.

Google+
© Riproduzione Riservata