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7 marzo 2007

Parma: Immagini dell’universo in embrione

È dedicato alle scuole ma aperto a tutti i cittadini il quarto appuntamento con Scientiae Munus, il ciclo di conferenze di cultura scientifica a c

È dedicato alle scuole ma aperto a tutti i cittadini il quarto appuntamento con Scientiae Munus, il ciclo di conferenze di cultura scientifica a carattere divulgativo promosso dal Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Parma e dalla Provincia di Parma, in collaborazione con LTT – Laboratorio di Telematica per il Territorio e Tv Parma, con il contributo dell’Istituzione “Casa della Musica” e della Banca del Monte S.p.A.
Martedì 13 marzo alle ore 10.30, presso l’Auditorium Plesso Polifunzionale del Campus Universitario (Area delle Scienze), relatore della conferenza dal titolo “Immagini dell’Universo in embrione” sarà il prof. Paolo De Bernardis, docente dell’Università di Roma La Sapienza.

ABSTRACT DELLA CONFERENZA
Lavorando con strumenti spaziali (sopra l’Antartide, ma anche nello spazio profondo) e con speciali telescopi sensibili alle microonde, è stato possibile registrare l’immagine di remotissime regioni dell’universo. Tanto lontane che la luce da esse proveniente è partita quando l’universo era ancora in uno stato primordiale, circa 50000 volte più giovane di oggi, 1000 volte più caldo e un miliardo di volte più denso.
Le immagini ottenute dagli esperimenti BOOMERanG e WMAP mostrano l’universo primordiale come un gas incandescente, simile alla superficie del sole. Nell’immagine si distinguono strutture appena abbozzate: sono i progenitori delle galassie e degli ammassi di galassie che formano l’ universo attuale. Nella conferenza si descriveranno gli esperimenti che hanno reso possibile questa scoperta ed i loro risultati.
Ci si concentrerà poi sull’importanza di questi risultati per la cosmologia: l’analisi di queste immagini implica che viviamo in un universo costituito solo per il 5% di materia normale, mentre il resto è diviso tra due componenti enigmatiche: materia oscura ed energia oscura. Inoltre, l’universo deve aver subito una fase di espansione velocissima (inflazionaria) poco dopo il Big Bang. Si descriveranno infine gli esperimenti che in futuro tenteranno di risolvere questi enigmi.

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