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19 novembre 2007

UniBo: come è dura studiare per i disabili

Maria Plàgaro è una studentessa spagnola che studia a Bologna per l’Erasmus. A differenza di qualche altro studente fuorisede il suo

Maria Plàgaro è una studentessa spagnola che studia a Bologna per l’Erasmus. A differenza di qualche altro studente fuorisede il suo problema principale non è come radunare gente per organizzare festini, ma studiare e frequentare i corsi. Motivo? Maria è disabile. Nel 2007 essere disabili non dovrebbe più rappresentare un impedimento, un ostacolo alla vita di tutti i giorni. Ci si vanta tanto delle scoperte tecnologiche, dei passi in avanti compiuti qui e là dalla scienza, ma nel concreto una studentessa costretta alla sedia a rotelle, non può semplicemente fare la studentessa. In una lettera indirizzata al blog di Beppe Grillo, Maria evidenzia tutti i problemi che trova nel dover accedere alle aule dove dovrebbe seguire i corsi, pubblicando tra l’altro dei video già messi su youtube. E pensare che l’Università di Bologna, a detta degli altri atenei italiani, dovrebbe essere l’ateneo più attrezzato all’accoglienza di studenti disabili. La stessa Maria, in un frammento della lettera inviata a Beppe Grillo, lo afferma:”Avevo scritto a tutte le università italiane per sapere quali erano attrezzate e quali no. Secondo tutti la migliore era Bologna”. E l’ateneo bolognese come l’ha presa? Ha incassato il colpo, evidentemente. “Ci sono state difficoltà di dialogo, e ce ne scusiamo. Vogliamo offrire piena solidarietà alla ragazza”, è il commento del Pro-Rettore per gli studenti Paola Munari, che poi aggiunge: “L’Università di Bologna vive un sistema complesso e deve bilanciare da un alto la tutela dei palazzi storici, dall’altro le esigenze di accessibilità”. Insomma un problema più grande delle possibilità di intervento umano. Per Maria e per altri 400 studenti disabili dell’ateneo nessuna speranza? A quanto pare bisognerà aspettare la riapertura dopo le festività natalizie, per intravedere i primi miglioramenti in merito alla rimozione delle barriere architettoniche. Dal rettorato, infatti, promettono interventi radicali per migliorare la situazione e danno appuntamento a Maria e agli altri giovani disabili, dopo Natale, per un nuovo incontro, per verificare se le promesse saranno mantenute. Maria ha, almeno, riacceso la speranza.

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