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10 febbraio 2008

Turchia: liberalizzato il velo nelle università. È polemica

Il Parlamento di Ankara liberalizza l’uso del velo islamico per le studentesse all’interno delle università. I deputati turchi hanno, infatti, Il Parlamento di Ankara liberalizza l’uso del velo islamico per le studentesse all’interno delle università. I deputati turchi hanno, infatti, approvato in via definitiva e con una larghissima maggioranza (493 si e 107 no) i due emendamenti all’articolo 10 della Costituzione che permetteranno alle studentesse di portare il turban, il copricapo islamico, nelle aule universitarie. Hanno votato a favore l’Akp e i nazionalisti turchi. Contraria in blocco l’pposizione laica del Chp, ma scoppia subito la polemica nelle istituzioni guardiane della laicità. La Corte di Cassazione, infatti, si è schierata nettamente contro: l’ultimo avvertimento è giunto dal suo neo presidente, l’ultralaico Hasan Gerceker: «Il parlamento non usi i suoi poteri per indebolire la laicità». I militari, invece, continuano a tacere e, se durerà, il loro silenzio non potrà che moderare le reazioni del mondo laico. La sensazione generale tra la gente è che qualcosa sta cambiando nello Stato laico turco fondato da Mustafa Kemal Atatürk, il padre dei turchi. Emblema del mutamento è l’esempio della studentessa devota musulmana che fino a ieri nascondeva i suoi capelli sotto una parrucca per potere frequentare l’università senza violare il precetto religioso, e che ora potrà portare il turban.
L’articolo chiave del progetto di modifica costituzionale dichiara in particolare che «nessuno può essere provato del suo diritto all’istruzione superiore», una chiara allusione alle ragazze velate.
Secondo i sondaggi, infatti, il 65% dei turchi è favorevole alla riforma. Ma il restante 35% è decisamente contrario. Sono i laici turchi, secondo i quali la liberalizzazione del turban nelle università costituisce una monito al principio di laicità, immodificabile, della Costituzione turca. I laici temono soprattutto che, nonostante le rassicurazioni di questi giorni, il premier Tayyip Erdogan e il presidente Abdullah Gul, entrambi con mogli e figlie “velate”, prima o poi, liberalizzeranno l’uso del turban anche negli edifici pubblici, e quindi nei licei e nelle scuole medie. In quel momento potrebbero saltare davvero gli equilibri. Il divieto nelle scuole medie costituisce un baluardo a favore delle ragazzine, che possono così meglio resistere alle pressioni familiari e del luogo, che vorrebbero obbligarle a coprirsi il capo sin dal momento delle prime mestruazioni. «Mia figlia è una cittadina della Turchia laica e non voglio che un giorno si senta da meno delle altre e obbligata da maestre bigotte, compagne velate e imam ad andare in giro con il capo coperto», dice Osman, albergatore di Bursa. «La liberalizzazione del turban mette fine solo ad un certo tipo di laicità, quella kemalista radicale ed antireligiosa importata in Turchia dalla Francia e vigente attualmente solo in Francia», dice un diplomatico turco vicino all’Akp. «Sono preoccupata per l’immagine che la Turchia proietterà d’ora in avanti in Europa: si penserà che la Turchia è come l’Iran», dice Zeynep, artista di 45 anni.

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