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29 giugno 2009

L’Università dell’Aquila presto ritornerà a volare

L’Università degli studi dell’Aquila potrà riprendere dal prossimo 1 Giugno parte delle attività didattiche nel centro di informazione Reiss Romoli di Coppito. E’ questo il risultato dell’incontro, tenutosi il 13 Maggio nel capoluogo scosso dal sisma lo scorso 6 Aprile, tra  il ministro dell’istruzione, università e ricerca, Maria Stella Gelmini ed il rettore dell’Università Ferdinando di Iorio. La popolazione abruzzese ha superato il trauma iniziale ed è pronta a ripartire. Le case dichiarate agibili cominciano a ripopolarsi e la paura lascia spazio alla voglia di ricominciare. Per quanto riguarda le strutture universitarie, dichiarate inagibili, il discorso è molto complicato: Il governo ha stanziato 294 mln di euro per il triennio 2009-2011 permettendo al rettore di rimettere in moto quella macchina della cultura che era il fiore all’occhiello del centro Italia. L’ateneo abruzzese, spiega il rettore: “è e rimarrà un punto di riferimento per tutti gli studenti del centro Italia ed uno degli strumenti essenziali della vita culturale, sociale ed economica del capoluogo abruzzese”. Con l’aiuto dei fondi stanziati non dovrebbero esserci enormi problemi di riassetto e riorganizzazione. Parlando di Università e di ripartenza, però, non si può non pensare ai poveri ragazzi sepolti sotto le macerie della “casa dello studente” in via xx Settembre numero 46. Il palazzo da 119 posti letto, si è piegato su se stesso, dopo l’ultima terrificante scossa di una serie interminabile( 400 da inizio anno). Gli studenti sopravvissuti ricordano i loro compagni deceduti sotto le macerie e denunciano le autorità. “Abbiamo più volte sollecitato i vigili del fuoco per far effettuare un controllo di una struttura che era evidentemente pericolante nonostante i recenti lavori di ristrutturazione” dichiara una ragazza, ripensando ad un suo coetaneo 20 enne che ora non c’è più; la sera stessa, del 5 Aprile, dopo la scossa delle 23 e 30, e che ha preceduto quella terrificante delle 3:05, avvertita da tutti gli studenti che sono scesi in strada, i vigili del fuoco non hanno risposto alla chiamata dei ragazzi che nel dubbio sono tornati a dormire. Si trovavano all’Aquila solo per studiare, per costruirsi un futuro, ma il destino ha voluto così, ed ora non ci sono più. Ri-partire, ri-costruire ma soprattutto RI-CORDARE. L’Aquila può tornare a volare, con il dolore nel cuore, ma con la consapevolezza di andare avanti anche per chi ora non c’è più. In bocca al lupo a voi, studenti dell’Aquila.

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