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27 giugno 2010

Dottorato all’estero

Su richiesta della FLC Cgil, insieme agli altri sindacati, l’Ufficio Legislativo del Miur con nota 1623/ISTR del 28 aprile 2009 ha finalmente dato parere favorevole rispetto a quanto da sempre sostenuto dal sindacato in merito al diritto, per chi è in dottorato di ricerca, ad optare per il mantenimento dello stipendio, non solo in caso di dottorato presso Università italiane, ma anche in caso di dottorato presso Università straniere. Questo parere pone fine una volta per tutte ad uno stato di incertezza che perdurava ormai da troppi anni.

In riferimento al dottorato di ricerca si ricorda che l’articolo 52, comma 57, della legge 448/2001 ha modificato e integrato la legge 476/84, consentendo questa possibilità. Detta norma è stata recepita dal MPI con cm. n. 120/2002 che ha esplicitamente previsto la possibilità da parte del lavoratore in dottorato di ricerca di mantenere il trattamento economico, previdenziale e di quiescenza, ivi compresa la progressione di carriera, già in godimento presso l’amministrazione pubblica di appartenenza. Ora tale parere integra la suddetta circolare riconoscendo esplicitamente il diritto al mantenimento della retribuzione in caso di congedo straordinario senza borsa di studio per dottorato di ricerca, o in caso di rinuncia alla stessa, anche al personale assegnatario di dottorato di ricerca presso le Università straniere.

Con ciò si pone fine ad una situazione di estrema incertezza che caratterizzava soprattutto, se non esclusivamente, i lavoratori della pubblica amministrazione; quindi da oggi chiunque volesse, e in particolare, potesse usufruire della possibilità di dottorato all’estero non dovrà temere di perdere lo stipendio ne tanto meno la possibilità di avanzamento di carriera.

Virgilio Marano

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