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18 luglio 2010

Il dilemma accademico.Una scelta per il futuro

La domanda spesso ricorrente subito dopo aver superato l’ostacolo della Scuola Media Superiore è: A quale Facoltà bisogna iscriversi? Oppure una semplicemente più banale del tipo: Cosa vorresti fare da grande?

Interrogativi che, a volte, suscitano dubbi, perplessità, incertezze soprattutto nei confronti di coloro che hanno ancora una visione un po’ sbiadita di quello che sarà il loro futuro.

Scelta che, al contrario, si mostra con palese decisione verso chi ha le idee ben chiare rivolte al raggiungimento di un determinato traguardo. Oppure per chi ha già assunto la decisione di specializzarsi in un determinato tipo di lavoro.

L’importanza che accompagna la scelta di un percorso di studi potrebbe segnare la carriera professionale di ciascun giovane che si avvicina alla conoscenza di una disciplina di settore specifica dalla quale poi deriverà il successo o meno del tipo di lavoro prescelto.

Nell’ottica di una politica di orientamento allo studio, è noto ai più, che le Facoltà Scientifiche costituiscono un serbatoio referenziale più ampio nell’accompagnamento del giovane all’interno del mondo del lavoro rispetto alle cosiddette Facoltà Letterarie.

Analisi, questa, opinabile da parte dei più fortunati che invertono un trend ormai consolidato soprattutto al Centro Sud, che vede il cosiddetto lavoro “letterario” pagare meno in termini di soddisfazioni e crescita professionali. Ma che, comunque, conferma i dati statistici di una evoluzione occupazione, dove le Facoltà Scientifiche sfornano cervelloni che, spesso, non incontrano particolari difficoltà per il reclutamento all’interno di aziende di qualsiasi settore e di qualsiasi luogo.

Inutile soffermarsi sull’attenzione che ognuno, in base alle proprie capacità intellettive, deve prestare nell’incrementare e raffinare il proprio bagaglio culturale e di esperienze che lo porteranno al raggiungimento dell’ambito traguardo.

Ma nemmeno inutile sembra sottolineare il ruolo guida che l’Università deve avere nel campo dell’orientamento allo studio, ma soprattutto nell’indirizzo di canali preferenziali da consigliare per chi intende percorrere una determinata strada lavorativa.

In alcuni casi questa competenza accademica viene adempiuta con eccellenti meriti, in altri risulta essere più riduttiva, soprattutto per le Facoltà Letterarie, che molto contribuiscono ad accrescere e sviluppare le proprie conoscenze, ma meno incidono nella concretizzazione di possibili traguardi cui aspirare.

Può sembrare banale l’affermazione che si riporta di seguito: credere sempre in ciò che si vuole ottenere e inseguire con forza le passioni. Ma una cosa è certa, le esperienze maturate in ogni ambito di applicazione, un giorno, avranno la giusta ricompensa dei sacrifici messi in atto.

Buona fine di anno accademico a tutti.

E buon inizio per il prossimo settembre con l’augurio che ogni scelta eseguita, sia quella giusta.

Mario Rinaldi

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