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2 luglio 2010

Israele-Palestina: quando la cooperazione riparte all’interno delle università

È giunto alla sua terza edizione il master in Cooperazione Internazionale promosso dall’Università La Sapienza di Roma, che si rivolge a 20 giovani laureati israeliani e palestinesi provenienti dalle università israeliane di Haifa, Gerusalemme e Tel Aviv e da quella palestinese di Al Quds.

Si tratta di un accordo di rilevanza storica, un unicum nell’ambito delle collaborazioni istituzionali tra gli atenei israeliani e palestinesi, che permetterà ai partecipanti di confrontarsi su tematiche di grande attualità, riguardanti non da ultimo problematiche da loro vissute in prima persona nell’ambito della questione israelo-palestinese.

La firma è avvenuta a Gerusalemme presso l’Unità Tecnica Locale (UTL) della Direzione Generale alla Cooperazione e lo Sviluppo (DGCS) del Ministero degli Affari Esteri italiano, con il sostegno della Cooperazione italiana e il patrocinio dell’UNESCO; Robert Mood, a capo della missione ONU per la supervisione della tregua (UNTESO), in un colloquio con i docenti italiani ha assicurato inoltre la piena disponibilità da parte delle Nazioni Unite alla cooperazione con le attività del master.

Quest’ultimo intende affrontare diverse tematiche tra cui le relazioni internazionali, gli affari umanitari, la tutela dell’ambiente e quella dei beni culturali, la salute pubblica, l’economia e l’agricoltura. In una prima fase le attività si svolgeranno in loco, presso ciascuno degli atenei interessati, per poi spostarsi presso l’università romana per un periodo di due mesi, dove gli studenti potranno approfondire le questioni relative alla cooperazione internazionale e agli affari umanitari.

Il professor Massimo Caneva, coordinatore della Cooperazione Universitaria per la DGCS, sottolinea l’importanza del traguardo raggiunto nel “rilanciare un progetto che era rimasto bloccato per via della crisi di Gaza”: la rilevanza del programma non si esaurisce infatti all’ambito accademico ma, secondo Caneva, chiama in causa motivazioni di carattere umanitario nel creare uno spazio condiviso in cui i ragazzi, che a Gerusalemme si trovano divisi da un muro, possono finalmente riunirsi in un’atmosfera di collaborazione e cooperazione.

Alla base dell’iniziativa, la volontà di potenziare e migliorare nel 2010 la cooperazione, anche attraverso il potenziamento del sistema universitario italiano, così come indicato dalle linee guida del Comitato Direzionale della DGCS, che nel novembre del 2009 ha previsto nuove strategie di azione in tale ambito.

Simona Corsetti

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