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6 luglio 2010

La grande rivoluzione. Dalla crisi al rinnovamento solidale

‘La solidarietà, se considerata come un’utopia, può aprire una terza strada’: con queste parole comincia l’analisi del professor J.-M. Servet, un’opera di 362 pagine pubblicata nel maggio 2010 dall’editore Desclée de Brouwer di Parigi. ‘Prendendo esempio dall’analisi del funzionamento dei sistemi di produzione, di scambio e di finanziamento (e, quindi, dalle opere di Marx, Weber, Keynes, ecc.), quest’opera dimostra che, attraverso il finanziamento generalizzato, il sistema neoliberale ha generato, da una razionalità oggettiva, un’economia capitalista soggetta ad una razionalità formale e speculativa. La logica del commercio si è spostata nel campo dell’investimento produttivo, e le disuguaglianze sono diventate più evidenti. In questo modo, la domanda globale ha perso consistenza, nonostante una considerevole crescita dell’indebitamento pubblico e privato.

Nel corso del XX secolo, due princìpi hanno dominato la scena commerciale: quello dell’economia di mercato, che privilegiava le interdipendenze meccaniche, e quello del prelievo e della redistribuzione, che si appoggiava allo Stato. Per uscire dalla crisi del 1929, era diventato molto comune accrescere il peso di quest’ultimo, in modo da premunirsi contro il ritorno di una situazione analoga agendo sulle fluttuazioni congiunturali e sui cicli economici. Oggi, ognuno di questi due princìpi (dell’economia di mercato e della centralizzazione/redistribuzione) è presente nel funzionamento economico delle società; tuttavia, a partire dagli anni ’80, l’organizzazione neoliberale delle società ha privilegiato il primo principio, quello dell’economia di mercato, e ha invece contribuito in modo molto marginale ai meccanismi di prelievo e di redistribuzione in favore dei soggetti privati.

La solidarietà, basata su delle complementarietà e delle interdipendenze volontarie e consapevolmente organizzate che possano rispondere in maniera più efficace ai bisogni di tutti, è stata trascurata. Da un lato, è stata considerata come la reliquia di un ipotetico mondo ‘primitivo’ che si avviava alla scomparsa; dall’altro, come un’utopia senza alcun avvenire. E, ancora più spesso, è stata confusa con il principio di protezione statale o privata. Quindi, questo principio di solidarietà, che organizza consapevolmente le interdipendenze a diversi livelli, è in grado di condurre dei cambiamenti e delle alternative per uscire dalla preoccupante situazione economica attuale. La solidarietà può aprire una terza via, liberando delle forze nuove che potrebbero condurre ad uno sviluppo sociale ed umane duraturo, e conciliando l’efficacia delle attività, il rispetto delle leggi nella distribuzione e gli equilibri ecologici essenziali per le generazioni future’.

Rocco De Leo

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