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28 luglio 2010

Quando lo sciacquone è sinonimo di energia!

Quando si dice che le idee migliori sono quelle concepite in bagno! Per Tom Broadbent, è stato proprio così.

Sciacquone

Sciacquone

Lo studente di design industriale dell’università De Montfort nel Leicester, osservando come l’acqua scorreva velocemente nel gabinetto dopo aver tirato la catena, ha avuto la brillante idea di creare uno sciacquone in grado di generare energia elettrica trasformando le acque reflue di casa (che scendono da doccia, lavandini, e dallo sciacquone del wc) che andrebbero perse negli scarichi e nelle fogne, in energia elettrica gratuita, per illuminare casa e accendere gli elettrodomestici.

Visto che metà del mondo utilizza la toilette e in media lascia scivolare nelle tubature, dopo aver tirato la catena, 7 mila litri di acqua all’anno, non è una cosa da poco.

Se questa idea andrà in porto, infatti, prometterà costi e risparmi interessanti. Il progetto, denominato Hydro Power, funziona così: l’acqua che scende dalle tubature del palazzo viene raccolta e incanalata nella macchina, che con quattro turbine permette subito di azionare un generatore elettrico e ridistribuire l’energia creata o nel palazzo stesso, magari per azionare l’ascensore, o le luci delle scale, o gli impianti di condizionamento condominiali, oppure può essere rivenduta all’operatore elettrico nazionale, come avviene sempre più con gli impianti fotovoltaici.

È stato calcolato, inoltre, che, se applicato a un palazzo di sette piani, potrebbe portare a un risparmio medio annuo di circa 1.500 dollari (circa 1.160 euro).

Per ora questa è solo un idea in attesa di trovare un’azienda interessata a riprodurlo in larga scala.

Dora Della Sala

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