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26 agosto 2010

Altolà! Io non sono gay!

Maschietti alla riscossa tra Facebook e Controcampus. Mettiamo i puntini sulle “i”: io non sono omosessuale.L’editoriale da me scritto dal titolo “Sono gay: qual è il problema?”, pubblicato lo scorso sei Agosto, nasceva con l’intento di porre sul tavolo della discussione un tema talmente quotidiano da essere ormai quasi scontato: televisione, radio, web, giornali fanno quasi a gara a chi ne parla di più e in maniera sempre più trendy.
Non molti giorni fa un telegiornale nazionale riportava, per esempio, la notizia (con tanto di raccolta di interviste dei bagnanti) circa un gravissimo fatto: due donne, lesbiche, osavano scambiarsi “davanti a tutti i presenti” baci appassionati su una spiaggia italiana!

L’articolo sull’omosessualità, scritto anche grazie al contributo del nostro amico romano che mi ha rilasciato pazientemente l’intervista raccontando la sua personale esperienza, non voleva essere provocatorio, non voleva destare “sospetti” o falsi consensi: l’idea era eminentemente quella di affrontare un tema come un altro attraverso una lettura quanto mai sociologica, giornalistica e potenzialmente obiettiva.

I risvolti, le provocazioni, si sono però auto-innescate tanto da diventare per me immediatamente fonte di curiosità, di riflessione ma anche di amarezza. L’articolo fin da subito ha acceso delle prime “fiammelle di preoccupazione”: appena pubblicato on line, infatti, è stato immediatamente indicizzato e pubblicizzato attraverso vari canali e non poteva non esserci l’immancabile Facebook. Proprio l’homepage del mio intervistato è stata il primo posto dove lo stesso articolo, contenente la sua intervista, ha avuto spazio. Lui stesso, istintivamente, vedendolo proprio lì, pubblicato sulla sua pagina (ricordo che l’articolo non riportava il suo nome, pur contendo chiari riferimenti alla sua vita e che facevano chiaramente intendere), si è fermato per qualche istante a pensare sul da farsi: “lo lascio? Lo elimino?! Lo leggeranno i miei contatti?”.

Ma non sono mancati altri “interessanti” risvolti. Ogni articolo da me pubblicato su Controcampus, viene immediatamente indicizzato anche sulla mia stessa home del social network in questione, dove tanti dei miei contatti vengono invitati alla lettura attraverso numerosissimi tag. Ed è proprio a questo punto che sono iniziati i miei sospetti, le mie riflessioni.

Sulla mia home improvvisamente è comparsa una cascata di commenti, eminentemente di “maschietti”, che, vedendosi arrivare il tag, hanno tempestivamente commentato il mio articolo. Testi più o meno lunghi, a volte simpatici altre poco carini, ma dall’unico contenuto: ma io non sono gay! C’è stato addirittura chi ha commentato scrivendo frasi del tipo “quello ci manca” o ha “postato” altre simpatiche frasi sulla stessa lunghezza d’onda. Ci sono stati anche quelli che, invece, più rapidi e incisivi e, senza pensarci due volte, per fugare ogni dubbio o ovviare ogni perplessità nei propri contatti, hanno prontamente eliminato il tag!

A questo punto dovrei giungere a delle conclusioni, ma penso che quanto detto finora si possa chiaramente auto-concludere. Oggi, i miei interrogativi posti per introdurre il mio editoriale sul mondo gay circa lo “stato dell’arte” dell’omosessualità nel 2010 in Italia, hanno avuto la loro risposta. Ahimè, una risposta che non credevo possibile ma che oggi mi limito, oggettivamente, a raccogliere.

Pasqualina Scalea

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