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31 agosto 2010

Anche la scuola cade nella rete

“Hai carta penna e calamaio?” diceva la prima frase di una vecchia filastrocca per bambini. Ai giovani studenti di oggi però non basta un foglio e una penna per andare a scuola, ma necessitano di un maxi zaino più grande di loro, pieno fino all’orlo di libri per ogni materia, quaderni, diari, portapenne, e così via. Con gravi ripercussioni sulla colonna vertebrale e sul portafogli di mamma e papà.I tempi cambiano, e le innovazioni si rincorrono; quella in questione si chiama informatica, ha già invaso il tempo libero delle generazioni attuali e si appresta a impadronirsi anche del settore scolastico. Lo vediamo già alle università: sono sempre più numerosi i docenti che scelgono di caricare le proprie lezioni su un portale online a disposizione degli studenti, magari correlato anche da materiale di supporto quali appunti, note bibliografiche e riferimenti a link esterni, così da poter essere di aiuto a chi ha saltato una lezione o più semplicemente a chi, causa lavoro, distanza o quant’altro, non può seguire le lezioni in sede.

Il pc diventa così non solo un amico di svago, divertimento e gioco, ma si trasforma in uno strumento di valido aiuto all’apprendimento. Se ne è accorto anche il preside dell’itis Majorana di Brindisi ([http://www.majoranabrindisi.it), il quale ha proposto un’innovazione ad hoc per il suo istituto: Net in Progress.

Di cosa si tratta? Semplicemente, i testi dei docenti (scritti proprio da loro, con uno stile semplificato che si propone di aiutare l’apprendimento degli alunni) saranno caricati su una pen drive, la quale sarà utilizzata a scuola con un net book fornito dall’istituto stesso ad ogni alunno. Il costo complessivo sarà di 350 euro per le famiglie, il pc resterà di proprietà degli alunni e le lezioni si svolgeranno non più alla lavagna, ma su di uno schermo touch screen con telecamera incorporata.

Fantascienza? Non proprio, dato che altri istituti stanno seguendo le orme del Majorana, e che in altri Paesi (in Giappone, ad esempio) tale modello scolastico è in uso già da tempo.

I più nostalgici sentono già la mancanza del profumo di carta stampata, del fruscio delle pagine e delle copie consunte dall’uso, con le frasi più belle evidenziate dal tratto di una matita. Altri sostengono che l’apprendimento sul pc possa essere un ostacolo allo studio piuttosto che un’agevolazione, favorendo la distrazione e dando uno scorcio veloce e superficiale lì dove il libro permette un maggiore approfondimento, poiché richiede maggiore attenzione.

Nonostante tutto i siti di vendita online più utilizzati, come Amazon, ma anche le stesse case editrici, già propongono anche gli ebook – i libri versione digitale – accanto a quelli tradizionali, mentre i colossi dell’era informatica già lanciano i lettori di libri elettronici, quali il Kindle e l’iPad.

Così come i venditori di calamai si sono rassegnati a sostituirli con le biro, forse un giorno anche i librai esporranno nei loro negozi (online, naturalmente) una vasta gamma di libri formato chip.

Marilena Grattacaso

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