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22 settembre 2010

Fuori sede? Ma quanto mi costa!

Dati disastrosi quelli del primo rapporto dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori sul costo degli atenei italiani.

Dal rapporto si è potuto evincere che la percentuale degli studenti fuori sede è del 20.5% senza contare gli studenti che decidono di studiare nella propria regione ma sono costretti a prendere una casa in una città diversa dalla loro.
Le spese che i fuori sede sono tenuti ad affrontare sono inerenti al costo dei libri, che non cambia tra studenti fuori sede e in sede, e all’affitto che comporta tutte le altre “micro-spese” che riguardano i costi delle bollette e della spesa di tutti i giorni.

La spesa dell’affitto è quella maggiore, infatti, si riscontra una spesa di 4.982 euro annui per una stanza singola, 3.756, invece, sono gli euro annui che si spendono se si decide di condividere la camera con altre persone.
Se si fa un ulteriore divisione dell’Italia in macro-regioni (nord, centro, sud) si può notare come al Centro si arriva a pagare 5.544 euro annui per una stanza singola e 4.194 euro annui per una stanza doppia, mentre al Sud i prezzi calano e c’è un risparmi del 31% per la camera singola e del 34% per la doppia.

L’università ha cercato di venire incontro a questi problemi degli studenti fuori sede con la costruzione delle cosiddette residenze universitarie offrendo possibilità più economiche rispetto ai costi delle case in affitto, ma solo il 2.7% degli studenti (48mila) può usufruire di questa possibilità contro i 1.8 milioni di fuori sede.

Secondo l’opinione di Federconsumatori si dovrebbe puntare sullo sviluppo di un’edilizia scolastica adeguata che prenda seri provvedimenti in modo tale da non permettere la costruzione di nuovi atenei se non è possibile, allo stesso tempo, la costruzione di residenze universitarie per i fuori sede. In questo modo si provvederà alla “distruzione”dei cosiddetti atenei d’elite.

Aspra, infatti, la dichiarazione di Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori, che commenta: “A potersi permettere di studiare fuori sede, quindi, è o il figlio del solito gioielliere, albergatore, notaio, o un qualsiasi studente che, tuttavia, pur di frequentare la facoltà desiderata, è costretto a lavorare per mantenersi, allungando, così, nella maggior parte dei casi, i tempi necessari per laurearsi“.

Dora Della Sala

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