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24 novembre 2010

Giornata nazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Molti giovani studenti,provenienti da parti diverse del Lazio,hanno accolto l’invito del Consiglio regionale del Lazio che,per celebrare la giornata mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza,ha promosso l’evento “impariamo ad ascoltare”.

L’iniziativa nasce per l’esigenza di garantire a tutti i minori eguali livelli di assistenza minimi sull’intero territorio nazionale, così da superare gli squilibri oggi esistenti nel settore tra Nord e Sud.

Tra proposte presentate dai giovani c’è quella di elaborare una serie di questionari sottoponendoli alle scuole di ogni ordine e grado per monitorare ed individuare le tipologie della disabilità e valutarne l’incidenza sul territorio.

Fra le richieste c’è quella di avere in comodato d’uso computer con collegamento ad internet da utilizzare per lo studio; emerge anche la necessità dei giovani di avere luoghi d’incontro dove imparare a stare insieme per confrontarsi,scambiare esperienze,spiegare il proprio pensiero con libertà e rispetto dell’altro.

Mario Abruzzese, Presidente del Consiglio Regione Lazio afferma:“Stiamo completando un percorso per far capire a tutti i giovani della nostra regione l’importanza dell’ascolto,di ascoltare soprattutto le persone che sono in difficoltà per dar loro una mano a riprendere il cammino della vita”.

Isabella Rauti,Consigliere Segretario della Regione Lazio spiega che a lei sono state affidate richieste centrali riguardanti gli aspetti legati alla disabilità. Crede che queste domande abbiano anticipato quello che è stato il risultato delle riflessioni dell’Unicef.

Queste ultime si incentrano,in particolare,sui nodi fondamentali per infanzia e adolescenza che,si ritiene consistano nella povertà e nella discriminazione;i minori rappresentano l’anello più debole nei gruppi a rischio di discriminazione.

Olimpia Tarzia è convinta che spesso ai giovani sono fatte proposte di basso profilo culturale cosa che non dovrebbe essere fatta in quanto molti dei giovani di oggi si pongono problemi importanti,anche sul senso della vita.

Gli strumenti politici con cui si può imparare ad ascoltare e tutelare l’infanzia sono molti a detta da Claudio Bucci, secondo il quale la politica ha un dovere di ascoltare soprattutto nei confronti dell’infanzia.
Egli sottolinea come,seppur nella scorsa legislatura è stato istituito il garante per l’infanzia,c’è ancora molto da fare.

In questa giornata,quindi,si è creata un’occasione di incontro fra Governo da un lato, enti locali e Regioni dall’altro, per parlare dei diritti dei bambini e delle politiche necessarie per garantirli in ogni parte d’Italia, in vista dell’introduzione del federalismo fiscale.

E’ stato sicuramente importante questo evento.Infatti,ogni occasione di scambio tra studenti ed istituzione regionale può solo arricchire un paese che soprattutto in tempo di crisi ha perso il valore del dialogo e spesso relegato ai margini la capacità di ascoltare.


Roberta Nardi

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