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30 dicembre 2010

Dance, dance, otherwise we are lost. Wim Wenders e Pina Bausch in 3D

“Faccio del teatro oppure della danza? Questa è una domanda che proprio non mi pongo mai. Io cerco di parlare della vita, delle persone, di noi, delle cose che ci muovono” Pina Bausch.

“Pina” il film documentario di Wim Wenders dedicato alla celebre coreografa Pina Bausch è il primo lungometraggio sul teatrodanza.

Pina Bausch è stata tra le più importanti coreografe di tutti i tempi: “non c’è un solo coreografo che non sia stato influenzato da Pina in questi ultimi trent’anni”, ha affermato l’eccentrico coreografo belga Alain Platel, che non è certo il solo a ribadire la genialità dell’artista tedesca.

Tra i tanti riconoscimenti assegnati, ricordiamo il Leone d’Oro alla Carriera, consegnatole nel giugno del 2007, con la seguente motivazione:
“Pina Bausch è un’artista che ha segnato una nuova via originale all’espressione scenica del corpo danzante e parlante, influenzando non soltanto la danza contemporanea, ma anche le arti ad essa contigue, mutandone gli orizzonti. La Bausch è una coreografa che ha innovato il teatro, rendendolo più che mai fisico e musicandone la drammaturgia: una regista che ha firmato montaggi sapienti di passi, suoni e testi per raccontare con la danza storie di persone, di individui, di vite, raggiungendo un pubblico tanto numeroso e vario, come la danza non aveva mai incontrato prima”.

Il regista tedesco Wim Wenders dopo una lunga meditazione sul progetto, in collaborazione con Pina Bausch iniziò le riprese nel 2009, ma le sospese subito dopo a seguito della morte inaspettata della grande Bausch. In una poesia pubblicata da guardian.co.uk, Wenders ha espresso il suo shock e sgomento per l’improvvisa scomparsa della Bausch, cinque giorni dopo che le fu diagnosticato un tumore:

“Pina Bausch è morta. La fine brusca della sua esistenza e della sua creatività ha sconvolto la sua famiglia, i suoi amici, ballerini, collaboratori
e stimatori della sua arte in tutto il mondo. Noi siamo in lutto.
Pina continuerà ad influenzare tutti noi, tutti quelli che gli erano vicino e che hanno goduto della magia del suo lavoro cosi come la sinuosa austerità della sua immagine,influenzerà noi e il nostro tempo. Ho il cuore spezzato. Abbiamo iniziato la nostra collaborazione troppo tardi… “

Wim Wenders, tuttavia, ha portato avanti il progetto e “Pina” sarà tra i film fuori concorso della 61° edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino. Il regista ha dichiarato in un’intervista che la tecnologia del Digital 3 D è lo strumento ideale per filmare documentari. “Le due dimensioni non bastano a rendere emotivamente o esteticamente l’opera di Pina Bausch. Venticinque anni fa, quando ho assistito per la prima volta a un suo spettacolo, sono rimasto profondamente commosso e incantato. Mi è sembrato di capire i movimenti umani, i gesti e i sentimenti per la prima volta, da zero. Ed è questa magia che volevo trasporre sullo schermo. Il film sarà un omaggio alla famosa coreografa tedesca, celebre per aver dato un nuovo linguaggio di danza e un profondo inchino alla bellezza che ha rilasciato nel mondo.”

Nel documentario compaiono alcuni tra i più famosi spettacoli del Tanztheater Wuppertal: Café Müller (1978) Kontakthof (1978), The Rite of Spring (1975), Full Moon (2006). La loro combinazione di elementi poetici ha ispirato in modo decisivo lo sviluppo della danza internazionale.

Viviane Cammarota

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