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9 dicembre 2010

Un’altra università è possibile

La “Rete 29 aprile” ha organizzato all’Università di Roma Tre un incontro per fare il punto sulla protesta contro DDL Gelmini e i tagli alla cultura.

Il senso di questo giorno è Benedetto vecchi, giornalista del “Manifesto” a farlo emergere;egli sottolinea che dal 2005 fino ad oggi periodicamente ci sono stati dei forti movimenti che hanno posto al centro della discussione politica l’università.Infatti afferma: “La pazienza è di chi ha creato movimenti e questa pazienza non va persa”.

Questa giornata ha visto insieme in tema di confronto studenti e ricercatori.
Il giorno dopo l’approvazione alla camera del DDL Gelmini, all’insegna dello slogan “un’altra università è possibile”, al Dams si ribatte rivolgendosi al futuro e si prova a farlo con delle proposte.

Il posticipo del DDL Gelmini è una grande vittoria del movimento dei ricercatori, degli studenti, del movimento dei precari e anche un risveglio dell’opposizione politica. Finalmente si sono resi conto che fare una riforma dell’università senza dare il tempo per una riflessione adeguata,non poteva funzionare.

Teresa Numerico, ricercatrice a RomaTre aggiunge: “Con un governo in stato terminale,poi sarebbe stato davvero una beffa”. Anche gli studenti ritengono che,ora che il governo è in stato di difficoltà, possiamo attuare una svolta che metta in crisi l’intero quadro politico concettuale in cui questa riforma è stata pensata,elaborata e in parte applicata.

All’incontro ha partecipato anche un esponente della classe politica dell’opposizione che, nel manifestare affinità con la Rete del 29 aprile,ha indicato la strada che il suo partito intende seguire in un momento ancora delicato del dibattito.

Walter Tocci,parlamentare del PD, spiega come si è ottenuto di rinviare il disegno di legge Gelmini; questo si voleva che fosse discusso tra il 9 e il 14 dicembre, cioè tra la legge di stabilità e la mozione di sfiducia,ma il PD riteneva tutto questo inaccettabile.

Tocci afferma:”Prima di tutto vogliamo vedere se c’è un governo, se il governo ha la maggioranza oppure no“, per esprimere la sua perplessità su un punto che afferma sarebbe toccato dal progetto di riforma dell’università dell’attuale maggioranza.

Da ultimo,bisogna segnalare una curiosità che emerge: Cepu potrebbe diventare università pubblica. Infatti,la Gelmini trasforma le università telematiche in università non statali ma a pieno titolo nel sistema pubblico.Tra le università telematiche c’è la e-Campus, che è sostanzialmente emanazione del Cepu.

Dunque, questa eventualità sarebbe una sciagura,una deliqualificazione dell’intero sistema; senza dimenticare poi che il presidente del Cepu è anche molto vicino al presidente del Consiglio e quindi si è di nuovo davanti ad un conflitto di interessi, a misure amministrative, decreti che vengono scritti pensando all’interesse del capo del governo piuttosto che a quelli del paese.

Roberta Nardi

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