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21 gennaio 2011

Ehi tu? Sei un “TVB” o un “TI VOGLIO BENE” ?

Quando Sara aprì gli occhi non era ancora la Vigilia di Natale. Mancava un solo giorno ma quell’ anno per lei il 24 sarebbe arrivato in anticipo. Sì, oggi avrebbe detto a Lele che gli voleva bene. Non sapeva ancora dove avrebbe trovato il coraggio, soprattutto di trattenere le sue emozioni che straripavano come un fiume in piena ogni qualvolta aveva a che fare con se stessa e i suoi sentimenti.

“Voglio proprio vedere che faccia farà”. Sara sorrise, era ancora sotto le coperte nonostante il sole era già alto nel cielo e la strada era più trafficata del solito, probabilmente la gente si stava affrettando per gli ultimi preparativi del cenone.
Si tirò il piumone fin sopra la testa e iniziò a pensare. Nella sua vita erano stati in molti a scrivergli cose simili ad un “TI VOGLIO BENE”.

Intere pagine di sms strutturati più o meno così: T-v.t-b, e le “B” a volte coprivano perfino tutta la pagina. All’ inizio quando era esplosa questa specie di moda era stata molto felice di ricevere queste “dichiarazioni affettive” sebbene scritte in maniera riduttiva, non ci aveva mai prestato molta attenzione, credeva nei suoi amici e ciò le bastava.

Quando però iniziò a trascorrere un po’ di tempo Sara si era accorta che quelle lettere confuse “TV1KDB” erano rimaste solo simboli alfabetici che perdevano luce esattamente come il display del suo cellulare quando le riceveva. Infondo nessuno le aveva detto “TI VOGLIO BENE” di persona e ora che questo pensiero l’ aveva colta di sorpresa provava un grande vuoto.

No, possibile che non si era mai resa conto fino ad allora che i sentimenti erano troppo importanti per ridurli a semplici abbreviazioni scritte su uno stupido oggetto elettronico che prima o poi avrebbe smesso di funzionare?… Fu in quel preciso istante che Sara ricordò una lezione di anatomia della sua professoressa del liceo: “Il cuore è un muscolo, se lo si mette in una soluzione fisiologica esso trova il “CORAGGIO” di continuare a battere anche fuori dal corpo, sebbene per pochi secondi”… “IL CUORE”…Nessuno di noi si era mai chiesto se anche lui ogni tanto avesse sentito la necessità di fermarsi e riposare e soprattutto dove trovasse tutto quel tempo per pulsare di continuo nonostante avesse altri mille compiti.

Aveva coraggio…aveva tempo… Queste due parole rimbombarono in me con tono quasi minaccioso… Ed io?…

Io non avevo neanche qualche minuto per scrivere “PER INTERO” le cose più importanti. Mi facevo pena. Perché non ci ho pensato prima? Oggi il mio “ti voglio bene” verrà inciso sul cuore, sì, proprio su questo strana spugna rossa che mi ritrovo nel petto che assorbe tutto, sangue, lacrime, sorrisi, emozioni. Le e-mail, i cellulari, face book, cosa assorbono? Sono solo grovigli di cavi elettrici in fin dei conti….Questi pensieri ancora le facevano compagnia mentre Lele era al suo fianco e le sorrideva: “Ti devo dire una cosa”- riuscii a pronunciare con appena un filo di voce, “Dimmi”- Rispose Lele con gli occhi pieni di luce. “Ti voglio bene”….Un largo fascio di luce stava ora illuminando il viso di Lele. “Anche Io” rispose con voce ferma e decisa. Per la prima volta qualcuno mi stava abbracciando, e non stringendo e nonostante facesse freddo pensai che avrei potuto fare a meno del mio cappotto….

Carmen Cospite

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