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3 gennaio 2011

“Final Works”

In occasione del Final Works, sono stati presentati nella hall della Facoltà di Architettura della Sapienza lavori che gli studenti hanno sviluppato per la loro tesi di laurea.

Il Final Works è la mostra che raccoglie i progetti degli iscritti ai corsi di laurea triennale in disegno industriale della Sapienza.
Federica De Falco, coordinatrice dell’area industriale della Sapienza, spiega che questo evento nasce da un’iniziativa dei corsi di laurea in disegno industriale.

Afferma infatti De Falco: “E’ la voglia di comunicare quello che si fa all’interno della nostra scuola e quindi,di rendere partecipi sia la nostra comunità accademica, che anche la città della creatività e dell’innovazione che sviluppiamo all’interno dei nostri corsi di laurea”.

Il progetto è stato promosso dalla facoltà di architettura in collaborazione con la provincia di Roma e con Roma design piu’. I lavori dei ragazzi sono stati svolti per la tesi di laurea nel corso di un tirocinio con aziende specializzate in design.

Bartolomeo Azzarro ritiene che questa sia un’iniziativa tra le più importanti degli ultimi tempi anche perché ben sintetizza le prospettive di riorganizzazione della Sapienza;

Ha, infatti, la capacità di coniugare la partecipazione degli studenti stranieri all’interno del corso, la presenza di soggetti esterni, quali imprese, ed anche l’innovazione come tema fondamentale.

La mostra raccoglie, grazie alle immagini, ai video e ai prototipi, le possibili sinergie tra formazione produzione ed istituzioni.

Corrado Gallio, studente di Design industriale, per esempio, ha progettato un micro-infusore per diabetici, che nasce dallo studio delle esigenze dei pazienti diabetici.

Renato Mariani, preside della facoltà di Architettura ha rivolto un augurio ai ragazzi, ricordando il difficile momento che studenti, docenti, ricercatori stanno attraversando.

Gian Paolo Manzella crede nella forza di un dialogo tra design e imprese. Ed è proprio questo quello a cui si dovrebbe aspirare:sarebbe, infatti, un peccato non sfruttare il fatto che all’interno di uno stesso territorio ci sono da un lato delle imprese che avrebbero beneficio dalle idee dei designers e, dall’altro lato i giovani designers i quali sono già capaci di pensare dei prodotti immediatamente producibili.


Roberta Nardi

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