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23 febbraio 2011

Le domande potenti

Numerosi studi hanno dimostrato che le nostre azioni sono il frutto del nostro pensiero e che quest’ultimo consiste nel trovare determinate risposte a determinate domande che, consciamente o inconsciamente ci poniamo.

Detto in altre parole ciò che “agiamo” come comportamento è la conseguenza di decine di migliaia di domande che quotidianamente hanno luogo nel nostro cervello. Il punto è che a seconda della qualità della domanda che ci poniamo conseguirà una determinata qualità di risposte che andranno a loro volta a determinare il nostro comportamento. La maggior parte delle domande avvengono all’interno del nostro cervello in modo inconsapevole.

E’ estremamente interessante però considerare che ci è dato decidere di porci domande a livello consapevole. Soprattutto in determinate circostanze, quando dobbiamo decidere su questioni delicate, le domande che ci poniamo possono fortemente influenzare le risposte che troveremo e quindi le premesse per il tipo di azione che andremo a compiere o per l’interpretazione che daremo di un fatto accaduto. Ad esempio molto spesso, di fronte ad un accadimento magari deludente, siamo portati a chiederci “perché”. Ora sebbene le domande che iniziano con “perché” stimolino enormemente il nostro cervello, molto spesso non ci consentono di ottenere dati utili per migliorare uno stato di fatto.

Sin da bambini cresciamo incitati a chiederci il “perché” di qualsiasi cosa.. Ma sebbene da bambini chiedersi “perché” rappresenti un modo utile per sviluppare le capacità del nostro cervello.. da grandi chiedersi “perché” spesso è poco proficuo.. perché siamo molto bravi a trovare “risposte di circostanza” che giustifichino apparentemente determinati scenari.. ma che di fatto non cambiano concretamente nulla…

Molto più utile è invece iniziare a chiedersi: “Come posso fare a “, “Quali risorse ho dimostrato di avere in passato e che ora potrei utilizzare nuovamente?”, “Cosa ho imparato da questo evento?”, Cosa ho scoperto di me in seguito a questo fatto?”. Di fronte a qualsiasi fatto accaduto, scelta da intraprendere, comunicazione ricevuta… siamo inconsciamente portati a chiederci qualcosa… Ciò che voglio sottolineare è che abbiamo la facoltà di decidere cosa chiederci! E se impariamo a chiederci la cosa “giusta”.. aumentiamo le possibilità di trovare spunti per agire in modo più proficuo, opportuno, efficiente, efficace, adatto.

Sto parlando delle “domande potenti”, quelle domande che aumentano le nostre possibilità di scelta. Fermatevi un attimo. Prendete consapevolezza di cosa vi state chiedendo riguardo una determinata questione da affrontare, un fatto accaduto, una comunicazione ricevuta….. Immagino che alcune delle possibili domande che vi state ponendo siano: “Perché mi è capitata questa cosa?”, “Perché proprio ora?”, “Perché proprio a me?”, “Perché dovrei farlo?”, “Perché ….. Provate ora a sostituire queste domande “poco potenti”… con domande quali: “Dal momento che è accaduto.. o dal momento che devo farlo… come posso farlo? Quali strategie posso adottare? Chi potrebbe aiutarmi nella soluzione? Cosa imparerò da questo evento? Cosa sto scoprendo che mi sarà utile in futuro? Quali strumenti possono aiutarmi? Quali conoscenze possono facilitami? Quali risorse so di avere e che non sto considerando? Come mi sentirò una volta portato a termine l’obiettivo? In che modo sono/sarò una persona migliore intraprendendo questa azione o prendendo atto di ciò che è accaduto? La lista di “domande potenti” è pressoché infinita.. Sta a ciascuno di noi scegliere quella più opportuna in base alla circostanza nella quale ci troviamo. Ogni volta che viviamo uno stato di “empasse” riguardo qualcosa che è accaduto o che ci troviamo ad affrontare è della massima importanza chiedere al nostro cervello la cosa migliore, quella che gli consenta di trovare un maggior numero di elementi e spunti validi per operare significative azioni.

Coerentemente con quanto detto sino ad ora..non mi resta che suggerirvi di chiedere a voi stessi: “In che modo posso trarre concreto vantaggio dal contenuto di questo articolo?”.

Stefano Tassone

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