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20 febbraio 2011

Ogni universo è un pluriverso

Sono passati cinque secoli da quando lo slancio espansionistico di alcuni popoli europei ha dato via a un processo di circolazione di incontro e scontro fra collettività idee spiritualità economie e civiltà lontane e differenti che ha coinvolto l’intero pianeta. Sono passati cinque secoli da quando lo slancio espansionistico di alcuni popoli europei ha dato via a un processo di circolazione, di incontro e scontro fra collettività, idee, spiritualità, economie e civiltà lontane , differenti che ha coinvolto l’intero pianeta. Gli esiti di questo processo innovativo, sono sotto gli occhi di tutti:aumento esponenziale delle conoscenze in molti settori scientifici, ma anche perdita di molte sapienze millenarie, realizzazione di prodigi tecnologici che hanno aumentato le possibilità di comunicazione e di interazione fra gli individui della specie umana, ma anche la distruzione di modi di vita con le miserie, le degradazioni e le sofferenze conseguenti, aumento della creatività e della varietà delle esperienze individuali e collettive,omogeneizzazioni e subordinazioni forzate imposte da piccoli gruppi, riconoscimento condiviso dei valori della pace, della tolleranza, dei diritti umani, esplosione di conflitti, di violenze, ed efferatezze, fino a prospettare la possibilità di auto annientamento della specie umana.

Il tempo presente sembra elevare le ambivalenze e le contrazioni sviluppatesi nel corso dei secoli passati. La vita quotidiana di un sempre maggior numero di individui è segnata dal’ onnipresenza di alimenti e tessuti materie prime, oggetti, simboli che hanno origine nei più disparati angoli del pianeta. Musica, sport, cinema, arti, design, moda e in genere tutta quanta la cultura giovanile moltiplicano le diversità e le mescolanze di stili e di linguaggi provenienti dalle più diverse civiltà e tradizioni.Filosofie occidentali e filosofie orientali vengono riconosciute come parti integranti e forse complementari di una medesima ricerca comune sul senso della vita e del mondo.

Religioni e spiritualità di differenti matrici, si incontrano e si confrontano nella difficile ricerca di una etica planetaria. Comincia a essere riconosciuto il contributo per le esperienze e le conoscenze umane di popoli che sembravano sul punto di essere travolti dalla storia. Scienze, arti, miti e spiritualità stanno annodando dialoghi innovativi. In direzione contraria a questi sviluppi molti popoli, molte forme di vita, molte forme di conoscenza, sembrano inclini a un indurimento dei loro confini, a un irrigidimento dei criteri di appartenenza, a un’ enfatizzazione delle distanze che separano ciò che è percepito come interno al proprio orizzonte di vita e conoscenza da ciò che è considerato altro,non controllabile e non assimilabile e quindi pericoloso. Forme virulente di pulizie etniche religiose o sociali si moltiplicano in tutto il pianeta distruggendo coesistenze vecchie di secoli e millenni.

Tutte le religioni, tutte le appartenenze etniche, tutti i sistemi di pensiero sono esposti al rischio di derive integraliste e fondamentaliste; processo tanto più pericoloso in quanto coniuga omologazione interna, ed espansionismo esterno. Collettività e individui devianti e diversi continuano a divenire comodi capri espiatori, bersagli di massacri e di genocidi mirati. Il senso di appartenenza nazionale può degradarsi nella malattia nazionalista e la enfatizzazione del’ importanza dei risultati scientifici e tecnologici può degradarsi in uno scientismo presuntuoso e trionfalista, che si sovrappone alle conquiste civili che hanno reso la guerra indesiderabile alla coscienza di un gran numero di individui e che hanno reso la libera espressione e l’ espansione dei diritti umani l’ orizzonte irrinunciabile di una politica planetaria. Sono prodotti da quello stesso vortice che ha condotto al dispiegamento di tante opportunità e di tanti dialoghi planetari. Dinnanzi alla moltiplicazione delle interazioni e delle ibridazioni molti gruppi popoli civiltà forme di vita e di conoscenza temono di perder la propria identità reagiscono con un richiamo alle loro radici in cui queste radici sono immaginate e costruite ad uso e consumo del momento presente.

Fra l’omologazione indifferenziata e le identità rigide esclusive conflittuali il divario è enorme e lo spazio è immenso. Riuscirà questo spazio a essere colmato da un pensiero delle diversità che sappia riconoscere che ogni universo e pluriverso? Che sappia concepire insieme uno e molteplice, tutto e parti, apertura e chiusura, integrazione e appartenenza? Il problema che ci ha riuniti è quello di come creare un contesto dialogico fra vari itinerari culturali disciplinari in grado di educarci alla specifica complessità dell’attuale condizione umana. Tale condizione è segnata da una forte complementarità fra identità e diversità pur rischiarato da conquiste civili politiche conoscitive tecnologiche estetiche simboliche .Alla politica e all’economia sono assegnati gli orizzonti limitati e banali della gestione del giorno dopo giorno cieca dinanzi alle discontinuità e alle innovazioni decisive lo specialismo scienti sta spesso e tecnocratico perde la percezione di forme contorni e direzioni degli sviluppi scientifici e tecnologici rende l’umanità incapace di realizzare nuovi obiettivi che non siano il mantenimento di un enorme apparato autoreferenziale.

Negli ultimi anni il divario fra paesi ricchi e poveri del mondo è aumentato come pure il divario economico e culturale fra individui e individui fra classi e classi all’interno dello stesso paese. Molti uomini e donne dubitano di lasciare in eredità ai propri figli un mondo migliore di quello che hanno conosciuto da giovani le varie forme di degrado ambientale non conoscono soste. La stessa medicina è colpita da un deficit di creatività che rischia di renderla impotente dinnanzi al problema globale della salute fisica e mentale ad un tempo ogni generazione di esseri umani e costitutivamente incentrata su se stessa ogni generazione tende a pensare che la crisi che attraversa sia unica che il proprio sia il momento cruciale della storia del mondo le generazioni dei nostri giorni non fanno eccezione. Per ricucire questo strappo, per rendere più chiaro il percorso da compiere occorre dunque, riscoprire il valore della diversità, salvaguardando le identità dei singoli, bisogna comprendere che ogni universo è un pluriverso.
Vincenzo Amone

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