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Roberto Saviano: il libro di storia che ogni scuola dovrebbe prendere in dotazione

15 Marzo 2011
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02/08/2021

E' passata poco più di una settimana dall' uscita del nuovo libro di Roberto Saviano "Vieni via con me" che prende il nome e i contenuti dalla trasmissione che è andata in onda lo scorso Novembre 2010 che lo ha visto protagonista insieme a Fabio Fazio con ascolti record ( oltre 7,6 milioni di telespettatori davanti la tv con uno share del 25,48%).

Lo scrittore ha ribadito più volte che il programma “vieni via con me” è stato per lui un episodio miracoloso, al quale all’ inizio non ha creduto fino in fondo. Ma quando lo staff della rai ha iniziato ad ascoltare i suoi monologhi,entusiasta, ha cercato di posizionare il programma contro i grandi colossi: I reality. Ma nello stesso tempo da altri tipi ti potere è iniziata preoccupazione e paura, paura che la trasmissione potesse entrare veramente nelle case ed evidenziare tutto quello che si tentava di tenere nascosto.

Parte la prima puntata e Saviano affronta il delicato tema della Macchina del fango argomento che si riprende anche nel libro. Il fango che è stato gettato addosso a Giovanni Falcone. Continuano i record di ascolti e il governo e la rai non possono fermare più le parole dello scrittore perchè protette dalla maggior parte del popolo italiano. La seconda puntata batte addirittura la semifinale di Champions Legue di Barcellona- Inter, e qui, dice l’ autore, avviene il vero e proprio miracolo.
Il paese risponde con un messaggio fortissimo e a dare questo messaggio sono i giovani.

Gli stessi giovani che l’ex ministro dell’ Economia Padoa-Schioppa aveva definito bamboccioni privi di entusiamo e interesse per ciò che li circonda. I giovani per la prima volta ascoltano, stanchi dei litigi che caratterizzano la maggior parte dei programmi televisivi, ascoltano con entusiasmo e ammirazione temi scottanti della storia d’ Italia.

Saviano viene preso in considerazione da tutti, anche da chi inizialmente non gli aveva dato fiducia e quando arriva ad afferma che L’ NDRANGHETA INTERLOQUISCE CON LA LEGA il ministro degli interni chiede di andare in trasmissione. Una cosa questa che inorgoglisce lo scrittore perchè i suoi monologhi vengono davvero ascoltati da tutti. I racconti narrati nel libro sono stati definiti da egli stesso “pericolosi” in quanto non si limitano a dare a chi le legge delle semplici conoscenze ma cercano di farle vivere.

Un pò come il romanzo di Primo Levi(spiega l’ autore durante la presentazione del libro a Bologna) Se questo è un uomo ; “Non conosci semplicemente Auschwitz ma sei ad Auschwitz , non puoi più dire di non esserci stato. Se la storia ti riguarda, e ti entra nell’ anima come un fuoco, quella stessa storia ti fa agire in qualsiasi modo e tu inizi a trasformare qualcosa. Allora diventa pericolosissimo, devi fermare quella pagina, quella persona.

Quando questo va in televisione genera questo tipo di reazione”.
A caratterizzare il libro sono otto capitoli, otto storie, un ritratto unico dell’Italia di oggi. Roberto Saviano scava dentro alcune delle ferite vecchie e nuove che affliggono il nostro Paese.

Ma ancora una volta ciò che incuriosisce il lettore è un curioso elenco: Le dieci cose per cui vale la pena vivere..
Buona lettura a tutti voi.

Carmen Cospite

© Riproduzione Riservata
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