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15 marzo 2011

Roberto Saviano: il libro di storia che ogni scuola dovrebbe prendere in dotazione

E’ passata poco più di una settimana dall’ uscita del nuovo libro di Roberto Saviano Vieni via con me” che prende il nome e i contenuti dalla trasmissione che è andata in onda lo scorso Novembre 2010 che lo ha visto protagonista insieme a Fabio Fazio con ascolti record ( oltre 7,6 milioni di telespettatori davanti la tv con uno share del 25,48%).

Lo scrittore ha ribadito più volte che il programma “vieni via con me” è stato per lui un episodio miracoloso, al quale all’ inizio non ha creduto fino in fondo. Ma quando lo staff della rai ha iniziato ad ascoltare i suoi monologhi,entusiasta, ha cercato di posizionare il programma contro i grandi colossi: I reality. Ma nello stesso tempo da altri tipi ti potere è iniziata preoccupazione e paura, paura che la trasmissione potesse entrare veramente nelle case ed evidenziare tutto quello che si tentava di tenere nascosto.

Parte la prima puntata e Saviano affronta il delicato tema della Macchina del fango argomento che si riprende anche nel libro. Il fango che è stato gettato addosso a Giovanni Falcone. Continuano i record di ascolti e il governo e la rai non possono fermare più le parole dello scrittore perchè protette dalla maggior parte del popolo italiano. La seconda puntata batte addirittura la semifinale di Champions Legue di Barcellona- Inter, e qui, dice l’ autore, avviene il vero e proprio miracolo.
Il paese risponde con un messaggio fortissimo e a dare questo messaggio sono i giovani.

Gli stessi giovani che l’ex ministro dell’ Economia Padoa-Schioppa aveva definito bamboccioni privi di entusiamo e interesse per ciò che li circonda. I giovani per la prima volta ascoltano, stanchi dei litigi che caratterizzano la maggior parte dei programmi televisivi, ascoltano con entusiasmo e ammirazione temi scottanti della storia d’ Italia.

Saviano viene preso in considerazione da tutti, anche da chi inizialmente non gli aveva dato fiducia e quando arriva ad afferma che L’ NDRANGHETA INTERLOQUISCE CON LA LEGA il ministro degli interni chiede di andare in trasmissione. Una cosa questa che inorgoglisce lo scrittore perchè i suoi monologhi vengono davvero ascoltati da tutti. I racconti narrati nel libro sono stati definiti da egli stesso “pericolosi” in quanto non si limitano a dare a chi le legge delle semplici conoscenze ma cercano di farle vivere.

Un pò come il romanzo di Primo Levi(spiega l’ autore durante la presentazione del libro a Bologna) Se questo è un uomo ; “Non conosci semplicemente Auschwitz ma sei ad Auschwitz , non puoi più dire di non esserci stato. Se la storia ti riguarda, e ti entra nell’ anima come un fuoco, quella stessa storia ti fa agire in qualsiasi modo e tu inizi a trasformare qualcosa. Allora diventa pericolosissimo, devi fermare quella pagina, quella persona.

Quando questo va in televisione genera questo tipo di reazione”.
A caratterizzare il libro sono otto capitoli, otto storie, un ritratto unico dell’Italia di oggi. Roberto Saviano scava dentro alcune delle ferite vecchie e nuove che affliggono il nostro Paese.

Ma ancora una volta ciò che incuriosisce il lettore è un curioso elenco: Le dieci cose per cui vale la pena vivere..
Buona lettura a tutti voi.

Carmen Cospite

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