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2 aprile 2011

Hai mai chiesto a te stesso: ne è valsa la pena? Riflessione n.3

Una scelta. Una decisione. Una via. Una strada. Chiamatela come volete, ma quando la si prende, bisogna pensarci davvero a fondo. Mica bau bau micio micio.

Non parlo del dilemma se per cena vuoi gli spaghetti o le penne. Parlo dell’amicizia, dell’università, del lavoro, della famiglia, dei soldi, degli estranei, …dell’Amore. Quante scelte ognuno di noi ha già fatto nella propria vita! Ti sei mai chiesto: hai fatto bene? Ne è valsa la pena? Hai imparato qualcosa? Sei migliore? Sei peggiore? Sei uguale? E soprattutto, ora, sei TU? Ti riconosci quando ti guardi allo specchio?

I rimpianti e i rimorsi sono come le calamite del frigorifero: stanno attaccate al frigorifero, ma perchè c’è le hai messe tu, ricordatelo. Se le vuoi staccare, puoi farlo. Guardare avanti, sempre, comunque. Sant’Agostino diceva che “Il passato non esiste perchè non è più, il futuro non esiste perchè non è ancora, e il presente, in quanto compreso tra 2 cose che non esistono, non esiste”. Il tempo non esiste: il tempo è un’invenzione dell’uomo per giustificare la morte, le rughe, i capelli bianchi, l’altezza, l’imparare a parlare, tutto qua. Questo è un dato di fatto, non lo dico io. Eppure…eppure. Siamo così attaccati al tempo, la nostra mente viaggia nei ricordi del passato, nelle speranze del futuro, nell’attesa dell’imminente. Dobbiamo stare calmi, tutto qua. Essere felici, se possiamo. E fare del bene, questo si. Perchè tanto è una ruota che gira, ne sono sicuro. In un modo o nell’altro, in questa vita o nell’altra, in questo mondo o in quell’altro, la ruota gira, stai tranquillo.

Pensare, riflettere, attentamente, su tutto, questo si. Domandarsi certamente se ne è valsa la pena, e sorridere se si risponde di si. Sorridere di meno, ma comunque sorridere, se si risponde di no. Del resto, in fin dei conti, guarda che bel mondo che abbiamo a disposizione! Ci vuole tanto tempo per salire, ma basta un attimo per cadere. Pensate alla testata di Zinedine Zidane a Marco Materazzi nella finale dei mondiali di calcio del 2006, vinti dall’Italia contro la Francia. Senza parole.

Quant’è bella Piazza di Spagna a Roma! Ci siete mai stati? Una leggenda narra che un giorno, un uomo, stava aspettando una donna sulla famosa “scalinata”. Lui era in smoking, elegantissimo, era tanto tempo che non si metteva lo smoking. Aspettò la donna mezzora, 1 ora, 2 ore… 5 ore. Lui era certo che lei sarebbe venuta. Ci avrebbe scommesso tutto l’oro del mondo, ci credeva profondamente. Credeva in lei.

Lui pensò: “Vale davvero la pena aspettarla?”. E cominciò a pensare a quelle 5 ore di attesa appena trascorse, e si rese conto che nella prima mezzora sentì una chitarra suonare la sua canzone preferita dall’interno di un’abitazione: una canzone romantica, non tanto conosciuta, per questo ancora più bella; nella prima ora vide un gruppo di amici discutere appassionatamente sul luogo dove avrebbero trascorso le vacanze estive: forse la Costiera Amalfitana, forse al lago, forse l’Umbria, forse le 5 Terre, forse la Versilia, forse in montagna, forse all’Argentario; nella seconda ora sentì un ragazzo telefonare alla sua ragazza per darle la buona notte e una giapponese telefonare al suo ragazzo per dargli il buon giorno, nella terza ora si rese conto di avere delle pizzette rosse e una crostatina all’albicocca nella tasca della sua giacca, e se le mangiò; nella quarta ora vide in cielo qualche fuoco d’artificio; nella quinta ora incontrò lo sguardo di una ragazza, uno sguardo che non potrà mai dimenticare, perchè sa che come quello non ce ne saranno più nella sua vita: ce ne saranno altri, forse, ma mai COME quello, mai. La qualità è tutto. Solo, bisogna comprenderne la finezza, l’unicità, la rarità, l’impegno, la sicurezza.

Dopo 5 ore l’uomo decise quindi di andarsene, scese lentamente la famosa scalinata, e si fermò per le vetrine di Via Condotti, davanti Piazza di Spagna. Era ormai notte, e notò che una vetrina di un negozio famoso gli faceva come da specchio. L’uomo, tra un vestito fuxia e un anello d’oro, riuscì ad intravedere i suoi occhi riflessi. Non si era mai reso conto, forse, quanto belli fossero i suoi occhi. Quella sera, però, se ne rese conto.

Sorrise, e se ne andò.

“Ma la donna alla fine arrivò?”, voi vi chiederete.

Beh, la donna, no, non arrivò, ma, sempre la leggenda, narra che un giorno, questa donna, guardando il sole di giorno e le stelle accompagnate dalla luna di notte, si rese conto di voler tornare indietro nel tempo, per andare su quella scalinata. Si rese conto di ciò che aveva perso. Si rese conto di ciò che aveva voluto perdere. E allora tornò da sola su quella scalinata, e pianse. “In fondo, ne valeva davvero la pena”, pensò amaramente. Prese il cellulare e chiamò quell’uomo che tanto l’aveva voluta e aspettata, quell’uomo che credeva profondamente in lei, quell’uomo che l’amava più della sua stessa vita.

L’uomo rispose?

Esatto.

A mio giudizio, una delle scene più belle di un insolito Carlo Verdone che urla al cielo: “Ne è valsa la pena!” Guardate il video! http://www.youtube.com/watch?v=s26ImbB4ooo&feature=related

Mi raccomando: non perdetevi le prossime riflessioni, già in corso di redazione. L’uomo senza riflessione è come una macchina senza carburante: non ha senso.

Giampaolo Felli

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