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17 aprile 2011

L’Africa è l’ombelico del mondo linguistico

Quello relativo all’origine delle lingue è un dibattito sempre aperto. Nel corso degli anni ha portato sia a importanti scoperte che a intuizioni che, approfondendo le ricerche, si sono rilevate infondate e inconcludenti.

Il ricercatore Quentin Atkinson della neozelandese University of Auckland, ha condotto uno studio per apportare il suo contributo a quella branchia scientifica della linguistica, detta glottologia. Attraverso la sua ricerca (pubblicata sulla rivista “Science”), Atkinson è riuscito a individuare quella che a suo parere sarebbe la lingua che diede origine a tutti gli altri idiomi che si sono venuti a creare nella storia della evoluzione umana.

Si tratterebbe di una lingua parlata nell’Africa meridionale circa settanta mila anni fa. Attraverso le migrazioni dei parlanti di questo idioma, questa sarebbe stata trasmessa al resto del mondo.

Questo spiegherebbe il fatto che, circa cinquanta mila anni fa si modificarono i comportamenti dell’Homo Sapiens. Apparvero i primi artefatti e si sviluppò la produzione di utensili più complessi. Queste trasformazioni potrebbero essere infatti dovute alla diffusione di un linguaggio complesso, il quale permise agli uomini la concezione di pensieri astratti maggiormente elaborati rispetto a quelli elaborati in passato.

Atkinson si è concentrato (attraverso uno studio statistico) sulla quantità di fonemi che appartengono alle lingue attuali. Si è accorto che più ci si allontana dall’Africa, maggiormente vanno scemando i fonemi utilizzati in un idioma.

Attualmente infatti, la lingua che possiede il maggior numero di fonemi è lo !Xu, nella quale ne vengono utilizzati 141. Invece, nei paesi più lontani dall’Africa (quali quelli sud americani), il numero di fonemi impiegati nel linguaggio cala radicalmente, fino agli undici fonemi utilizzati nel Piraha.

Molti studiosi hanno apprezzato e dichiarato valida la ricerca dello psicologo evoluzionista dell’University of Auckland. Inoltre la sua indagine rafforza la teoria dell’”Out of Africa”, ovvero la tesi secondo la quale la civiltà umana sarebbe nata nell’Africa centrale, per poi spostarsi nel corso dei millenni in tutti e cinque i continenti.

Alessio Testa

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