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10 aprile 2011

Per il ministro Gelmini, la riforma dell’Università è migliorabile

Il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini ha partecipato a un incontro intitolato “L’Università possibile: esperienze in atto”. Questa conferenza è stata organizzata dall’associazione “Universitas-University” e dalla “Fondazione per la Sussidiarietà” con l’intento di offrire al ministro, ai rettori di alcuni Atenei italiani e ad altri esperti e protagonisti a vario titolo del sistema universitario, l’opportunità di dialogare e riflettere su alcuni aspetti dell’attuale condizione degli atenei italiani e esaminare alcuni dei problemi che li affliggono.

La riunione si è tenuta in mattinata e durante il pomeriggio nella Sala della Regina della Camera dei Deputati. Qui Mariastella Gelmini ha avuto l’occasione di discutere a proposito della riforma del sistema universitario redatta dal proprio ministero, del tema delle risorse e di quello del precariato.

A proposito di quest’ultimo argomento, il ministro, dopo aver descritto l’infelice situazione attuale, ha detto che gli interventi che il governo può mettere in atto per risolvere i problemi occupazionali nel mondo dell’istruzione possono produrre effetti poco rilevanti rispetto al fabbisogno. Se infatti le immissioni in ruolo, anticipate dalla Gelmini in sinergia con il ministro dell’economia Giulio Tremonti, garantirà un posto di lavoro a tempo indeterminato a circa ventimila persone, resta il fatto che i supplenti annuali sono centodiecimila, i non annuali sono centoquarantamila e i non abilitati sono duecentomila.

In queste ultime ore, l’operato del ministro Gelmini in merito ai problemi della precarietà nel mondo dell’istruzione, è stato fortemente criticato dal segretario del Partito Democratico. Pierluigi Bersani ha dichiarato che il ministero dovrebbe pensare a nuove regole che permettano una selezione dei giovani laureati con le migliori attitudini all’insegnamento e che scongiurino il proliferare del precariato scolastico.

Inoltre il segretario del PD ha invitato il ministro Gelmini a smettere di frequentare i salotti televisivi per difendere l’immagine pubblica del presidente del consiglio e a presentare nelle aule parlamentari e nelle commissioni competenti dei provvedimenti che possano realmente migliorare le condizioni della scuola pubblica.

Tornando alla riunione che si è tenuta oggi alla Camera dei Deputati, in merito alla riforma del sistema universitario e alla sua attuazione, il ministro Gelmini ha dichiarato che il governo sta lavorando per rispettare i tempi previsti (sei mesi) per il completamento dei regolamenti e dei decreti necessari. Per una corretta attuazione della riforma, il ministro ha aggiunto che sarebbe auspicabile una consultazione con la conferenza dei rettori e con il consiglio nazionale degli studenti.

Sempre a proposito del testo approvato lo scorso dicembre, il ministro dell’Istruzione ha dichiarato che la riforma è migliorabile e perfettibile, e che non dev’essere giudicata in maniera ideologica ma sulla base dei risultati che potrà ottenere. Per questo motivo, spiega, sarebbe auspicabile dopo un periodo di tempo sufficiente una riflessione sull’impatto della riforma sul sistema universitario e sui punti di forza e di debolezza del testo.

In merito alle risorse il ministro ha spiegato che bisogna sforzarsi per legare i finanziamenti a un utilizzo virtuoso dei medesimi. A tal proposito Mariastella Gelmini ha definito “un trend positivo” il fatto che il fondo di finanziamento ordinario sia stato distribuito su base premiale per il 10% e che per quest’anno l’obbiettivo sia quello di arrivare al 15%.

Alessio Testa

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