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30 Maggio 2011

Generazione “Day by day”

Ci sono epoche dell’oro e tempi bui, incerti e senza un’ apparente via di uscita. La differenza tra le prime e i secondi la fanno gli uomini e le loro scelte. Parlare degli uomini è di per sé alienante e paradossale perché ci si rivolge ad essi come se fossero lontani, diversi da noi. In realtà gli uomini e le donne siamo noi, e lo siamo adesso. Possiamo stare fermi a guardare ciò che va male oppure possiamo provare a farlo andare meglio. Siamo noi ad avere in mano il telecomando della tv, eppure lasciamo che sia essa a cambiare canale al nostro posto. Ci lasciamo guidare da onde nemmeno tanto forti, ma che trovano nella nostra inerzia abbastanza energia per prendere il sopravvento.

Cambiare non è semplice e non a tutti è concesso il coraggio e la forza per provare a farlo. Non chiedo aiuto a chi non può, a chi ha paura o per forza di cosa non può farcela. Io chiedo aiuto a chi ci sta pensando, a chi si domanda in che modo può aiutare la sua famiglia, i suoi vicini, il suo quartiere a vivere meglio. Perché una risposta va trovata e va trovata in fretta. In Italia non c’è futuro, e non è una questione di dati o statistiche: è tutto tragicamente vero. Basta vivere una qualsiasi vita da adolescente o poco più per capire che siamo a bordo di un treno diretto verso il nulla.

Sappiamo cosa non funziona ma non proviamo a farlo funzionare. Passiamo il tempo a preoccuparci senza realmente occuparci di niente. Ci lamentiamo, quasi cullati dalla nostra inerzia, ma quel che è peggio ci rassegniamo.
Ammiro il coraggio di chi mi smentisce ogni giorno, di chi almeno ci prova e non si riconosce in queste mie magre parole. A loro applaudo compiaciuto ed orgoglioso di quanto nel loro piccolo stanno facendo. Prego perché ogni giorno ve ne sia almeno uno in più, e poi un altro e cento ancora. Il mondo può migliorare con un lavoro costante e nemmeno tanto dispendioso. Protestare non è la soluzione, scendere in piazza è solo una delle armi, ma non fa altro che ricordare cose che si sanno già.

Il futuro più prossimo è domani, e se oltre non è possibile vedere, viviamo così, day by day, cercando di fare anche solo un passo in avanti ogni giorno. Il motore del mondo siamo noi, e non è una frase fatta: l’energia mentale e fisica di questi anni non torneranno più. Il futuro va programmato da chi potrà viverlo, non ha senso lasciar decidere agli altri per cambiamenti che non riusciranno nemmeno a vedere. E’ come scommettere sul risultato di una partita senza nemmeno vedere come andrà a finire.
Quella partita è la nostra vita, cosa aspettiamo a scendere in campo?

Rosario Santitoro

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