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1 Maggio 2011

Obama difende l’esperienza universitaria di suo padre

Il ruolo di Presidente degli Stati Uniti è il più ambito al mondo, il punto d’arrivo del cosidetto sogno americano. Questo nonostante l’incarico sia uno fra i più stressanti al mondo. Oltre che ad un’impressionante mole d’impegni, il primo fra i cittadini del nuovo continente, deve continuamente far fronte a una serie di critiche, più o meno legittime.

E di rimproveri infondati, in questi giorni, Barack Obama ne sta accusando parecchi. Nelle ultime settimane, l’uomo più importante d’America è stato vittima dell’attacco mediatico di Donald Trump. Il potente imprenditore statunitense, 314° nella lista delle persone più ricche al mondo e ipotetico candidato alle prossime primarie repubblicane, ha per diverso tempo messo in dubbio la nazionalità del Presidente (in realtà dubbi del genere vengono espressi da più voci già dal 2007), sostenendo che quest’ultimo fosse nato in Kenya. Per smentirlo, Obama ha deciso di rendere pubblico il proprio certificato di nascita. Una scelta presa controvoglia, in quanto secondo il Presidente degli Stati Uniti, concentrarsi su sciocchezze di questo genere è una perdita di tempo. Tempo che, a suo parere, potrebbe essere speso per rendere maggiormente produttivo il dibattito politico.

Ma non è bastato il “Certificate of Live Birth” che rende noto che “Barack Hussein Obama, II” è nato alle Hawaii nel 1961 a placare le accuse del magnate. Trump ha reagito alla vicenda dichiarando di essere dubbioso anche sulla veridicità del suo curriculum universitario. Trump trova strano che uno studente a suo giudizio pessimo, come Obama, sia riuscito a entrare all’Harvard ed alla Columbia University, poste dal Times rispettivamente al primo e al ventitreesimo posto nella classifica degli Atenei più prestigiosi del mondo.

Sabato Obama ha dovuto rispondere a un’altra critica mossa in merito alla propria vita privata e a quella dei suoi familiari. Questa volta, l’obiettivo dell’accusa mediatica è il padre del Presidente, che secondo quanto riportato dai media statunitensi fu cacciato dall’Harvard University e dagli Stati Uniti per pologamia e per una condotta ritenuta poco rassicurante. I giornalisti americani hanno trovato alcuni vecchi documenti dell’Harvard University. In uno di questi viene spiegato che il padre di Barack Obama fu cacciato “perché l’Università era preoccupata circa il suo stile di vita personale e le sue finanze”. Inoltre, colui che redasse il documento, ci tenne a precisare: “Non sappiamo quante mogli abbia”.

Durante un discorso tenuto di fronte agli studenti del Miami Dade College in occasione del conseguimento di un diploma ad honoris causa, Obama ha difeso suo padre. Ha spiegato che pur non avendo avuto l’opportunità di conoscere bene suo padre, è convinto che questi sia un uomo che, nonostante la vita tormentata, sia da ammirare, in quanto seguiva il sogno americano. Sognava di migliorare la propria vita studiando e affermandosi in America.

Il padre del Presidente fu uno dei primi africani a studiare negli States. Frequentò prima l’Università di Miami e poi la prestigiosa Università di Harvard. La storia del padre è stata presa come esempio da Barack Obama per infondere agli studenti di Miami i valori del sogno americano. Quel sogno americano che il Presidente ha visto impresso nelle decine di lettere scritte da suo padre a diverse Università americane con la speranza di essere ammesso. Delle lettere ritrovate da Obama che, a detta sua, trasmettono quella stessa voglia di vivere il proprio sogno che si può facilmente ritrovare nelle domande d’ammissione di un’infinità di studenti americani.


Alessio Testa

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