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2 Maggio 2011

Unical: burocrazia lenta e carente

Ascoltando le voci degli studenti: colleghi di corso, amici, conoscenti è emersa una grave problematica all’interno dell’Università della Calabria, inerente al sistema burocratico dell’ateneo. Ascoltando le voci degli studenti: colleghi di corso, amici, conoscenti è emersa una grave problematica all’interno dell’Università della Calabria, inerente al sistema burocratico dell’ateneo.

In molti, difatti, si sono lamentati della lentezza, della mancanza di ordine, della insufficienza di servizi offerta dalle segreterie generali e dei corsi di laurea. Senza dare giudizi, restando sul terreno dell’accertamento dei fatti, ho potuto constatare, per esperienza personale che le lamentele della popolazione studentesca sono fondate. Il sistema burocratico dell’Università (in particolare della facoltà di lettere) risulta inadeguato e quanto meno insufficiente. A fronte di una popolazione che sfiora i 38000 iscritti, si registra una carenza di personale. In media facendo due conti, c’è un impiegato ogni 500 studenti.

La conseguenza di tutto ciò è abbastanza intuibile. I documenti universitari, anche quelli di grande importanza, come ad esempio le domande di laurea, si accumulano, provocando enormi disagi, ritardi e scompensi tali da costringere lo studente a rinviare la laurea. A ciò si affianca un annoso problema, tipicamente italiano, meglio noto come sistema all’italiana. Molti impiegati cioè non portano a termine il loro lavoro, pochi davvero quelli che si dedicano anima e corpo, per facilitare la vita allo studente. Invece di adempiere ai compiti assegnati, trascurano, accumulano, e nelle ore di lavoro trascorrono il tempo nei bar, a giocare al computer, a chattare su facebook o a fare i loro comodi. Inoltre molto spesso si registra incompetenza e sciatteria. Si assiste a perdita di statini, a mancati caricamenti di esami.

Così lo studente è costretto a ripetere prove d’esame già sostenute. Perché accade questo? La ragione principale è da attribuire a noi studenti che non abbiamo il coraggio di ribellarci in massa, ma sopratutto (come spesso accade nel nostro paese) accade poiché, nei posti di comando, nei punti nevralgici vengono inserite persone del tutto impreparate. L’università della Calabria può diventare un’università prestigiosa solo se risolve tali problemi.
Vincenzo Amone

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