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6 giugno 2011

Addio ad Annozero

C’è da dirlo, il vaffanbicchiere in questo caso ci starebbe benissimo. Si perché Santoro, a prescindere dalla parzialità, è senza dubbio il miglior ideatore e venditore di bicchieri d’Italia e per un’azienda rinunciare a qualcuno che garantisce incassi così lauti con spese tanto ridotte è come non far giocare Messi in Champions League perché usa troppo il piede sinistro o come se, per fare Apocalypse Now, avessero licenziato Francis Ford Coppola per lasciare la regia al più neutrale Moccia.

La nota che giunde dalla Rai è sintetica e insindacabile e afferma che la Rai e Michele Santoro “hanno convenuto di risolvere il rapporto di lavoro, riservandosi di valutare in futuro altre e diverse forme di collaborazione” .”Rai e Michele Santoro hanno inteso definire transattivamente il complesso contenzioso – da troppo tempo pendente – altrimenti demandato alla sede giudiziaria. Si è ritenuto infatti di far cessare gli effetti della sentenza del Tribunale di Roma, confermate in appello, in materia di modalità di impiego di Michele Santoro, recuperando così la piena reciproca autonomia decisionale”.

La conclusione? Santoro sarà probabilmente dall’anno prossimo su La7 e il suo pubblico il Giovedì sera (o almeno chi tra questi ancora pagherà il canone) si ritroverà a parlare di attualità con qualcuno di più imparziale come è già accaduto con Sgarbi e come accade quotidianamente con Ferrara.

Anzi, lancio una proposta: perché non fare un Sanremo settimanale? Basta mettere Sgarbi a presentare, come vallette la Minetti e la Carfagna… agli intervalli comici naturalmente può pensarci Berlusconi con le sue barzellette (tutti aspettano un sequel a quella della mela). La gara ovviamente sarebbe solo tra due cantanti: Gigi D’Alessio e Apicella che si avvarrebbero alla penultima puntata dei duetti con Silvio cantando “jamme jamme” (anche se sicuramente non jamme ‘ncoppa).

A prescindere da Santoro diverse domande, come si suol dire, nascono spontanee: chi darà in seguito uno spazio così importante a Travaglio e Vauro? Chi farà un programma di informazione così seguito (Annozero, in quanto ad ascolti, è il primo programma nel suo settore)? E, domanda meno scontata… chi darà ancora una voce agli studenti universitari?

L’ultima domanda vi sembrerà superflua eppure, se avete seguito il programma, saprete che quando si parlò di Onda uno dei pochissimi spazi televisivi che diede spazio all’argomento fu proprio Annozero. Nel momento in cui anche la Normale di Pisa si fermò per scioperare e protestare contro i tagli le sole telecamere che si aggirarono per i corridoi dedite ad ascoltare gli studenti erano quelle di Santoro & co. Per non parlare delle interviste alle associazioni studentesche, ai professori, ai manifestanti, ai ricercatori. Un esempio è la puntata del 02/11/2010 intitolata “Forse Italia” che ha destinato grande spazio alla protesta di studenti e ricercatori contro la riforma Gelmini.
Per chi vuole è possibile, proprio dal canale Rai di youtube (ovviamente pubblicizzato) consultare il video:
http://www.youtube.com/watch?v=x1muZpn_sHc

Chi ha parlato, se non Annozero, in un programma in prima serata, di dignità degli studenti, di diritto al lavoro, di precarietà, di stage non retribuiti? Certo qualche altro programma l’ha fatto ma con ascolti notevolmente inferiori che potranno difficilmente disturbare, come invece il teorico “manuale del giornalismo” insegna, i potenti di turno presenti e futuri.

C’è poco da fare. Con Annozero scompare anche una parte consistente della nostra voce sotto le macerie di un interesse becero e malato di una politica visibilmente corrotta, che striscia nell’ombra per tacitare il dissenso. Orwell, autore di 1984, cosa penserebbe ascoltando telefonate come questa, presentata a Raiperunanotte, di Berlusconi che impone misure strettissime all’AGCOM proprio per chiudere la trasmissione?
http://www.youtube.com/watch?v=e23CPMJmE-8
Sarà un caso che Berlusconi solo pochi giorni fa abbia dato la colpa a programmi come Annozero per la disfatta delle amministrative?

Si spegne Annozero. Io spegnerò il televisore. Si spegnerà la Rai?…….O meglio, esiste ancora qualcosa che valga la pena spegnere alla Rai?

Tommaso Ceruso

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