• Google+
  • Commenta
8 giugno 2011

E’ tempo di fuori sede “pendolari”

Sono passati davvero i tempi in cui andare all’università equivaleva anche a ritagliarsi un mondo tutto proprio fatto di nuove esperienze, di condivisione di nuovi spazi e tempi e in cui finalmente affacciarsi ad un vivere quasi in totale autonomia, autogestione e indipendenza?

Sembra proprio di sì!

La crisi economica sembra, infatti, continuare a fare terra bruciata intorno a se e a trascinare tutto ciò che concerne il mondo universitario nel suo vortice furioso. Ora anche gli alloggi per gli studenti fuori sede!

Ebbene, dopo la crescita “particolarmente” degna di nota delle tasse, ora è il momento degli aumenti degli affitti delle stanze e degli alloggi (il più delle volte concessi in uso in regime di totale illegalità!) in concomitanza alla diminuzione sempre più insostenibile del potere di acquisto di ogni cittadino italiano.

E fu cosi che anche lo studente dislocato più o meno lontano dal luogo di studio finì per fare il pendolare magari “sorbendosi” più ore di treno o di bus dopo aver seguito già un’intera giornata di corsi e dopo una “levataccia” di “tutto rispetto” al mattino!

Questo è quanto emerge da un’indagine (la 6ª) Eurostudent della fondazione RUI relativamente alle condizioni di studio degli universitari della nostra nazione (la ricerca fa riferimento all’anno accademico 2008/2009).

La ricerca, oltre a confermare questa inversione di tendenza “forzata” degli studenti fuori sede, rileva inoltre che al contrario, proprio perché la crisi è andata ad intaccare le tasche già vuote degli studenti e a monte, i redditi delle famiglie, circa quattro studenti su dieci per “tamponare” il disagio svolge lavoretti saltuari per arrotondare. E se tutto ciò non bastasse, solo il dieci per cento, ha potuto far fronte alle spese di studio disponendo di una borsa di studio.

Tutti a casa, dunque: si torna dalla mamma!

Pasqualina Scalea

Google+
© Riproduzione Riservata