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8 luglio 2011

AMANITA – GENTE A SUD –

La città di Cosenza non può certo lamentare l’assenza di un fervore musicale, non è della musica che si è mai privata; in qualsiasi forma, è sempre stata realizzata sfruttando al massimo i mezzi a disposizione.

Se oggi risulta evidente una pluralità di fenomeni lo si deve a chi, nel tempo, anche inconsapevole del futuro, ha voluto porre le basi per lo sviluppo di una cultura musicale urbana che, altrimenti, non si sarebbe spinta così avanti, se privata di quel retroterra in cui iniziarono a muoversi – neanche troppo timidamente – le prime formazioni cosentine.

Negli ultimi vent’anni sono stati numerosissimi i protagonisti di questa realtà, ma mai come negli ultimi dieci si è stati partecipi di un tale slancio del talento professionale: dieci anni di maturazione e di lavoro per chi, al tempo ancora giovanissimo musicista, ha iniziato a battere un terreno difficile – oggi faticosissimo – riuscendo infine a imprimersi nella memoria storica della collettività.

Potrei fare tanti nomi, e risuonerebbero tutti assai familiari alle orecchie del lettore che ha fatto esperienza della sua evoluzione e che anche oggi continua ad esser partecipe di questo paragrafo della musica vivente e non istituzionalizzata. In questa lettera mi soffermerò su uno in particolare: Amanita.

Il jazz trio, composto da Carlo Cimino (contrabbasso), Raul Gagliardi (chitarra) e Maurizio Mirabelli (batteria), è nato nel 2009 ma la storia personale dei tre musicisti si interseca con quella di altre formazioni precedenti, alcune delle quali ancora in attività. Gli Amanita portano alto il loro vessillo stilistico, ma l’operazione che compiono si estende ad altri generi musicali che rielaborano e codificano nelle coordinate jazzistiche.

Questa loro peculiarità dà la misura dell’esperienza musicale dei tre musicisti, diversa per ciascuno, quindi ricchissima e valorizzata dal grande affiatamento di cui si avverte la presenza sia nel loro lavoro che nella vita ordinaria.

Raul Gagliardi è un chitarrista di formazione jazz, il suo percorso è ricco di interessanti collaborazioni, da quelle strettamente musicali – con i progetti Vinagre e Lapsus – a quelle teatrali svolte con i registi Max Mazzotta e Lindo Nudo. Sua è la quota compositiva nel nuovo lavoro, in cui si riconosce immediatamente la sintesi – da lui già impiegata ma adesso più matura – tra i linguaggi del jazz più contemporaneo e quelli legati alle espressioni popolari del Mediterraneo.

Carlo Cimino, eclettico contrabbassista, è un compagno di viaggio di Gagliardi ormai da molti anni: insieme hanno condiviso l’esperienza Vinagre, e si discosta da lui solo in termini strettamente curriculari, avendo, il primo, maturato anche una consistente esperienza nell’ambito accademico, che tuttavia non incide mai retoricamente sulla complessità della sua interpretazione.

Maurizio Mirabelli, batterista: allo stesso modo di Gagliardi e Cimino ha militato in diverse formazioni. Si forma con, Vittorino Naso, Cristian Meyer, Horacio Hernandez, Dave Weckl, Paolo Costa, Tullio De Piscopo. Attualmente collabora anche con i Multicolor, i Viola di Marte e la Spasulati Band.

Le loro rivisitazioni non sono sterili tentativi di riconvertire dei capolavori nell’orizzonte del Jazz, ma un modo di restituire loro una nuova forma, quindi una nuova vita, su un piano doppio, quasi teatralizzante, dove i virtuosismi, estrinsecati in chiave ritmica, convivono con una personale ricomposizione armonica.

Irriverenti nel senso più amabile del termine, gli Amanita hanno saputo intessere nel tempo una trama resistente nella quale intrecciare il tessuto musicale che oggi è tangibile nel disco d’esordio: Gente a sud.

Escludendo due sole rielaborazioni, il progetto è totalmente inedito. Il disco verrà presentato il 10 luglio prossimo, alle 21, presso il Teatro dell’Acquario (CS); produzione e distribuzione sono a cura dell’etichetta indipendente romana Zone Di Musica.

Fatta eccezione per questa e per l’opera di missaggio di Luca Bulgarelli, i lavori di grafica ed assistenza studio sono stati realizzati da giovani calabresi già operativi nel settore musicale nazionale.

Delia Dattilo

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