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18 luglio 2011

Se lo lasci non vale

Con l’arrivo della bella stagione si moltiplicano le campagne di sensibilizzazione contro il crudele fenomeno dell’abbandono degli animali domestici, che , durante i mesi caldi subisce un incremento devastante.

Gatti e cani sono quelli che risentono maggiormente di questo fenomeno. Le cifre parlano chiaro e sono allarmanti : sono circa 100.000 i cani e i gatti abbandonati durante il trimestre giugno – luglio – agosto.

Negli ultimi anni si è sviluppata una nuova tendenza tra persone prive di buonsenso, infatti il luogo prescelto non è prettamente un luogo abbandonato o piazzole di sosta autostradali, ma anche canili dove con la falsa affermazione di averli trovati per strada e averli salvati da un triste destino, li lasciano tra le braccia di una capanna di ferro e muratura con latrati di disperazione che accompagnano il loro passo vigliacco verso le vacanze.

Al contrario di quanto si potrebbe pensare, l’abbandono estivo non riguarda solo cani e gatti ma riguarda anche animali come i pesci d’acquario (tropicali e non) e tartarughe d’acqua che vengono riversati nei fiumi, minacciando l’ecosistema fluviale. E ancora diverse specie di animali esotici pericolosi come serpenti e iguane , criceti e conigli lasciati in pasto ai predatori.

Abbandonare un animale è un atto di maltrattamento perseguibile a legge e la noncuranza di moltissime persone che legano il proprio cane ad una catena dimenticandolo e lasciandolo a se stesso, spesso senza una copertura e senza acqua né cibo per gran parte o tutto il giorno E Sottoposti a ingiurie e sofferenze per il loro non essere più desiderati e considerati esseri viventi, costituisce reato.

Questi avvenimenti sono sotto i nostri occhi vigili tutti i giorni , a chi non è mai capitato d’impietosirsi per lo sguardo di un animale per strada o legato ad una catena? Forse non a tutti ma a molti. Esistono delle leggi che li tutelano. Il maltrattamento è un reato ed è nostro dovere fare in modo che intervengano gli organi di polizia giudiziaria. Citando le parole di uno dei padri del movimento per i diritti animali, Jeremy Bentham : La domanda non è possono ragionare?, né possono parlare?, ma possono soffrire?

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