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30 agosto 2011

La Pillola dell’Oblio

Ogni essere umano nel corso della sua esistenza coltiva almeno per un istante il desiderio di cancellare un brutto ricordo. La vita è costellata da tanti frammenti oscuri e luminosi, destinati ad essere accolti entro i meandri della “memoria”: escatologia di algoritmi visivi in cui rivivono ricordi, emozioni e paure, come in una sorta di caleidoscopio interattivo.

Tuttavia, ricordare può essere un processo mnemonico molto deleterio; può riaprire ferite lancinanti e lacerare nel profondo la personalità dell’individuo.

Roger Pitman, psichiatra dell’Università di Harvard, crede fermamente che la memoria, in certi casi, debba essere cancellata onde evitare spiacevoli ripercussioni. La soluzione agli orrori, alle paure ed alle violenze risiede, per lo studioso americano, nella Pillola dell’Oblio.

“ Le terapie prolungate con farmaci anti-ipertensivi a base di propanololo – spiega Pitman – generano un leggero calo generalizzato della memoria. L’eccesso d’adrenalina dopo un evento traumatico crea un incremento dell’attività mnemonica, concitando lauti sbalzi emozionali che l’individuo può non essere in grado di gestire.

Incidenti, attentati terroristici ed altre esperienze potenzialmente idonee a penetrare nella memoria provocando una sindrome da stress post traumatico, possono e in alcuni casi devono essere attutiti con l’ausilio della scienza farmacologia”.

Lo studio condotto dai ricercatori dell’Università di Harvard e coordinato da Pitman dimostra che l’amigdala, la parte del cervello interessata nell’elaborazione delle paure, può essere annichilita artificialmente con questo farmaco d’ultima generazione.

Gli scienziati hanno scoperto il modo per evitare che i ricordi traumatici o le fobie ricorrenti prendano il sopravvento sul controllo emozionale. La Pillola è a base di propanololo e agisce come inibitore delle paure coltivate nei più reconditi anfratti della memoria.

Cancella le sofferenze e anestetizza l’anima dando vita ad una felicità artificiale e chimica seppur profondamente necessaria. L’inibizione emozionale fa sì che l’individuo possa agire libero dai grovigli psichici causati dall’esperienza.

Tuttavia, vi è chi, giustamente, ritiene il farmaco fonte di obnubilazione per l’identità dell’essere umano. Suscita importanti riflessioni la tesi di Daniel Sokol, docente di Etica Medica presso la Saint George’s University of London:

“ Cancellare il passato doloroso muta la nostra individualità perché l’essere umano è legato ai propri ricordi. Inoltre, le vittime di violenza potrebbero desiderare di cancellare il ricordo dell’evento doloroso e in tal modo perdere la capacità di riconoscere i responsabili”.

Antonio Migliorino

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