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30 agosto 2011

Poche donne nelle Università Africane

Si è discusso del difficile reclutamento delle donne negli ambiti scientifici universitari ad Agosto a Città del Capo da alcune docenti delle università del Botswana, Mauritius e Tanzania, nell’ambito della Hers-Sa Academy, associazione no-profit per il progresso e la formazione delle donne.

Al vertice della discussione la mancanza dei modelli sociali di riferimento del ruolo della donna negli atenei africani, dove questi ruoli sono ricoperti da docenti di sesso maschile, considerato che in questa terra arida ma ricca di risorse le donne scelgono, qualora la prospettiva di vita dovesse essere lo studio, di dedicarsi a settori scientifici più “leggeri” come le scienze sociali, piuttosto che le scienzi naturali e fisiche o ingegneria civile e meccanica.

Rommela Mohee, Preside della facoltà di ingegneria all’Università delle Mauritius fa sapere che : “Questo perpetua la percezione che le donne siano intellettualmente meno dotate rispetto agli uomini in questi ambiti, cosa che non è affatto vera”.

Le motivazioni per cui vi sono poche donne nel settore scientifico accademico possono essere trovate tra il basso stipendo di un professore di prima fascia (per cui le donne intraprendono altri tipi di studi), e la ricerca del sesso maschile con la stessa qualifica prima di offrire la stessa opportunità alle donne.

In Botswana, il Dipartimento di ingegneria conta soltanto due insegnanti di sesso femminile. Un continente immenso dove la donna è ancora sottomessa all’uomo, in molte zone subisce la mutilazione dei genitali e ancora oggi non è rappresentata nelle università, in particolare negli ambienti scientifici.

Danilo Ruberto

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